Versus Zhukov

La risposta al blog del Generale Zhukov Questo sito aderisce al

Tuesday, November 08, 2005

Ultimo incontro

Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

Cari amici tutti (Al Mansur, Gino, Mariuolo, Pugnochiuso, Julien Sorel, Eun de nosatre, anonimi vari, valdotains francophones)

Scusate il ritardo e cominciamo a prenderla sul ridere, perchè presto verrà anche il tempo delle riflessioni serie sulla libertà di opinione e di stampa.
Per usare una metafora, come noto il mio vecchio tank, nei dintorni di Stalingrado, ha subito un attentato ad un cingolo ad opera di un gruppo di collaborazionisti della Wehrmacht.
Son truppe di colore, marmaglia collaborazionista poco addestrata, più attente alla paga del Furher che alle tecniche, al sacrificio, alla sapienza del combattimento, per cui il rugginoso T34 non è stato distrutto.
La Red Army ha già individuato la loro base: si tratta della Scuola Giornalistica Vicentina di Creazzo, una formazione di kapò che agisce sotto la protezione dei nazisti invasori al fine di privare la Resistenza del Bakkanistan del diritto alla libertà di informazione e di espressione.
I loro adepti ( che non a caso hanno adottato il motto veneto “comandi sior paròn”!) si addestrano in un segreto campo, che la Wehrmacht ha situato in quel di Brusson, a loro giudizio sito ideale per imparare l’arte della genuflessione giornalistica, che è alla base della strategia di questo gruppo guerrigliero.
Chissà come mai questa scelta eh?
Chers amis francophones: le plus doux message pour mon coeur de petit général, fut le votre : si le francais redevient aussi en Vallée d’Aoste la langue de l’eternelle liberté , des droits universels de l’homme, on se battra ensemble avec joie féroce. Les journalistes de Vichy ne gagneront pas leur pari de museler notre région. Merci pour votre générosité.
Compagneros grazie e non fatevi impressionare : purtroppo le persone per bene, quali voi siete, non sono abituate a frequentare i tribunali.
Sono orgoglioso che ai miei lettori manchi la disinvoltura dei mascalzoni, che di questi luoghi sono frequentatori abituali, magari non sempre per ragioni professionali.
Ma anche se vecchio e rincoglionito, io non sono un cagone della Lache Gauche, che si batte solo per la sua pastasciutta ( con Champagne…).
Per essere liberi e manifestare pubblicamente opinioni sarà necessario combattere?
Con umiltà, ferocia e tenacia lo faremo.
Dasvidanja.

08 novembre, 2005 11:17
Anonymous said...

E noi, caro compagno generale, che siamo piu giovani...abbiamo il dovere di combattere al suo fianco. Perchè se vogliamo almeno sperare che un giorno la Valle d'Aosta non sia piu' cio' che e' ora...dobbiamo essere noi giovani i primi a rimboccarci le maniche, a costruirci un pensiero libero nostro, a renderci conto dello schifo intorno noi, schifo che è ovunque, SIA CHIARO, non solo in politica.
Altrimenti...se non faremo nulla...perderemo ogni diritto...e sarà solo colpa nostra se, nel 2050, ci saranno i cloni degli attuali soggetti politici a dettarci legge.
Le grandi rivoluzioni sono soprattutto culturali. Mentali. Stare di fianco a chi prova ad esprimere un pensiero diverso dalla massa è il minimo che ogni cittadino libero debba fare.

Pugnochiuso per lei caro generale!

Pugnochiuso

08 novembre, 2005 12:23
Anonymous said...

Sono un non valdostano, sono stato catapultato in questa realtà per motivi affettivi
e sto per decidere di andarmene.

Tutto bello....la natura la montagna la gente .......
ma ho la nostalgia di un paese normale...
Qui sembra di essere a Cuba...la gente non prova a realizzarsi col proprio lavoro ma è tutta una corsa al contributo al trucchetto all'amicizia interessata........
e non ci sono neanche il caldo ...il mare ...le mulatte..

In bocca al lupo per tutto caro generale.

08 novembre, 2005 15:08
Anonymous said...

ono un non valdostano, sono stato catapultato in questa realtà per motivi affettivi
e sto per decidere di andarmene.

Tutto bello....la natura la montagna la gente .......
ma ho la nostalgia di un paese normale...
Qui sembra di essere a Cuba...la gente non prova a realizzarsi col proprio lavoro ma è tutta una corsa al contributo al trucchetto all'amicizia interessata........
e non ci sono neanche il caldo ...il mare ...le mulatte..

In bocca al lupo per tutto caro generale.

08 novembre, 2005 15:09
Anonymous said...

Generale,
Grazie di essere tornato e di non cedere all'offensiva montanta dalle truppe ormai disperate del traditore Vaslov.
Epperò, proprio su questo volevo chiedere delucidazioni. Tre dei quattro sicarietti sono indubbiamente facilmente manipolabili da Brusson, Jovençan o Saint-Vincent, e non desta perciò stupore la loro subita indignazione.
Più inquietante il discorso per la quarta. L'avevi bensì correttamente definita dall'"avvocato facile", ma, prima di tutto non era minimamente stata messa in causa dai tuoi scritti (era il padrone delle ferriere che faceva, giustamente, una figuraccia), poi e soprattutto mi consta sia ora impiegata dagli "arancioni". Stante, come noto, che la querela per diffamazione può essere ritirata in qualunque momento prima dell'eventuale processo, come giudichi l'atteggiamento della formazione di Louvin, che clama alto e forte la necessità di ristabilire la libertà d'espressione in Valle? Libertà solo per gli arancioni o anche per i rossi? Libertà per tutti o solo per qualcuno? "Libertà" non implica nel termine stesso che deve essere concessa a tutti?
Grazie per un'eventuale risposta e in bocca al lupo!
Berlino si avvicina...

08 novembre, 2005 15:12
Julien Sorel said...

Caro generale, bentornato.
Il cingolo claudicante (suppongo appena scalfitto dal loffio nonché modesto petardo) non intacca dunque né il motore del suo tank, né la sua salda volontà di avanzare nella desolata landa che circonda Stanligrado.
Tuttavia il suo coraggio non è comune, la sana disciplina militare (che permette di abbracciare orizzonti più larghi rispetto agli esiti dellesingole, parziali, battaglie) non è diffusa. Così il valdostano aquisito-persona perbene, si capisce da come scrive e da ciò che dice- ha trovato in lei l'interlocutore ideale per uno sfogo tristissimo, per dire ciò che il valdostano che ancora non abbia rinunciato al pensiero già sa.
E se ne andrà da qui.
Così io, Generale, seppure valdostano -o proprio perché tale- non tollero più un tale sfacelo culturale, una tale assenza di ambizioni vitalizzanti degli uomini e delle donne che in questa regione vivono.
Capisco chi se ne vuole andare, Generale -mio miglior interlocutore- lo capisco molto bene, perché sento anch'io, forte, questo doloroso bisogno.

08 novembre, 2005 18:18
uahlim
uahlim said...

Manifestare pubblicamente e' un'espressione forte, semipubblicamente direi, nel suo caso, ammesso e non concesso che lei sia Roberto Mancini.
Accusarla di nascondersi praticamente dietro l'anonimato sarebbe ingeneroso, affermare che lei e' tale, tizio o caio, formalmente inopportuno.
Ma formalmente c'e' Zhukov che scorrazza ed un privato cittadino di nome Roberto Mancini forse vessato ingiustamente.
Forse vessato ingiustamente perche' occorrerebbe capire se e' scientificamente stabilito il carattere diffimatorio di questo blog, perche' investire tempo e denaro pubblico per sequestrare il computer di un povero Cristo solo per stabilire se ha scritto veramente questo blog e poi magari scoprire che il fatto non costituisce reato? Ma lei intende rivendicare il carattere non diffamatorio di questo blog nella legalita' italiana o fare il furbo italico e stabilire che si possa diffamare se non si e' beccati? Insomma, se ne frega delle leggi italiane od intende rispettarle?
Cordialmente ed umanamente dalla parte di Roberto Mancini, ma eristicamente interessato alla prossima mossa di Zhukov.

08 novembre, 2005 19:47
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Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

Di nuovo lei?

Nè il generale Zhukov nè i lettori di questo blog provano il minimo interesse per i suoi commenti.Vada a pascolare nel prato di Caveri, lei qui è un ospite sgradito.

08 novembre, 2005 22:15
Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

caro amico anonimo che chiede di Aosta-viva,

Guardi, per il momento posso solo dire che, come dimostra anche l'esperienza con Abbondio Civelli, Louvin non sempre ha la mano felice nella scelta dei suoi collaboratori giornalisti.
Ma sulla sua leale volontà di ristabilire la libertà di espressione in Valle non ho dubbi.

08 novembre, 2005 22:27
Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

caro anonimo non valdostano, caro Julien Sorel,

Non un passo indietro!Chi indietreggia lo fucilo!Vi capisco con tutto il cuore, ma dietro Stalingrado non c'è più terra. Siamo in questa merda autoritaria e mediocre grazie alla Lache Gauche, che ha passato gli ultimi 20 anni a ritirarsi.Adesso basta!Sarà dura,ci vorranno sofferenze indicibili, ma adesso devono indietreggiare gli altri,
Arriveremo a Berlino.
In piedi, combattenti!

08 novembre, 2005 22:34
uahlim
uahlim said...

Mi scuso se l'ho sopravvalutata dimenticandomi che lei antepone l'identita' di chi scrive al contenuto degli scritti per decidere se uno scritto e' di suo interesse.
E' un modo come un altro per autolimitarsi e vivere nella censura, il suo.
Ma sa, io non pongo mai limiti alle persone, invece, e non presumo mai nulla da una volta alla successiva, la gente cambia e nulla permane identico a se stesso.

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