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Saturday, November 12, 2005

Onore a Rico Formento, grande ufficiale italiano ed orgoglio della Valle d'Aosta


Tutta la "New Red Army jazz band" è oggi in lutto per la morte di un soldato vero, di un grande alpino e di un combattente valdostano di cui essere fieri: dopo una vita lunga, piena, intensa e drammatica ci ha lasciati il colonnello Rico Formento.
Che uomo abbiamo perso! Che quercia!
Giovanissimo volontario nel Tercio della Legione Straniera spagnola, combattè contro la Repubblica, e successivamente su vari fronti della Seconda guerra mondiale.
Per sua disgrazia dotato di lealtà e senso dell’onore fuori dal comune, questi valori dominarono sempre le sue scelte anche dopo il tragico 8 settembre, quando non ritenne di infrangere il giuramento prestato, e di cambiare schieramento.
Come migliaia di giovani e valorosi ufficiali, completamente digiuni di ogni educazione democratica, solo nella solitudine della sua coscienza dovette trovare la risposta ai suo dubbi. Con chi schierarsi? Chi rappresentava la legittimità dello Stato?
Rico scelse la parte “sbagliata”, ma questa è una facile definizione, figlia del senno di poi. In proposito Alessandro Natta scrisse nobilissime pagine in un libro sugli internati, che consiglio ai professorini della Sinistra.
Rientrato fortunosamente in Italia dalla Jugoslavia, partecipò alla lotta silenziosa che nel 1945 impedì ad una parte annessionista del movimento partigiano valdostano di consegnare la Vda alle truppe francesi, e grazie all’allarme e alla sagacia di Federico Chabod e del generale Chatrian contribuì anch’egli a sventare l’annessione, voluta da ambienti gollisti.
Riammesso in servizio venne destinato in Trentino e a Merano. La sua carriera negli amatissimi alpini proseguì tra alti e bassi, e molte amarezze originate dal suo incedere affatto diplomatico ed accomodante.
Pioniere dello sviluppo turistico di Cervinia grazie al locale “la Capanna Alpina”, gestito insieme alla moglie e primo locale valdostano di fama nazionale, era uomo di mondo e cuoco di valore, ma la parentesi frivola fu di breve durata.
Conoscitore del mondo ispanico grazie all’esperienza spagnola, mantenne delicati contatti con numerosi stati maggiori latino-americani.
Era un guerriero che non amava le parate, un uomo leale, di quelli che nella vita giurano una volta sola. Dietro l’aspetto tempestoso, favorito da un fisico imponente, nascondeva però un’anima delicata, generosa e sensibile, che rivelava solo agli amici intimi.
Benché uomo di altri tempi, ha riempito la chiesa di saint Etienne non solo di adulti, ma anche di giovani e giovanissimi, misteriosamente collegati a lui dalla freschezza dello spirito.
Al suo funerale non era presente alcuna autorità politica regionale, il che nella Vda contemporanea è indice di sicura onestà e vita irreprensibile da parte del defunto.
Addio indimenticabile Rico, grande uomo e grande ufficiale. Per rendere meno amaro il distacco, ti saluto con le parole di commiato del generale Mc Arthur:«i vecchi guerrieri non muoiono mai, al massimo svaniscono nel vento».

posted by Gen. Zhukov at 10:24
1 Comments:

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Rico assieme a Gian e' stato un grandissimo.
Grazie per la segnalazione.
E' una vergogna che nessun politico abbia presIed(i)uto.
Comunque al morto fa sempre piacere che ci si ricordi di lui quando muore, scriverlo prima questo articolo, no, eh?
Zhukov, Zhukov, alla fine lei e' una merda come tutti gli altri, ne' piu' ne meno, non si monti la testa.

By uahlim, at 12 novembre, 2005 14:02

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