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Thursday, November 10, 2005

Gulag 13

dal gulag 13 said...

Caro Generale, innanzitutto mi presento come esige la buona educazione. Sono un lettore piuttosto assiduo del suo diario e spesso, di sera, dalla scrivania della mia baracca del Gulag 13, mi trovo a leggere e (ri)leggere i suoi commenti alle vicende politiche (e non) della nostra Valle. Stasera, ho deciso di rispolverare la mia vecchia lettera 22 e di scriverle le mie considerazioni sul suo ultimo e stimolante articolo.

Con l'occasione, non le nascondo che, come avrà capito, nel gulag non ci sono finito mica per caso... Ma volontariamente (!), stufo della ordinaria pochezza del mondo politico locale e nazionale (salvo qualche raro caso) e della oramai definitiva distorsione del concetto del " fare politica" non più mirata al "bene comune" ma al "potere per il potere"

Posso tranquillamente affermare che, da vero dissidente, nel gulag ci sono andato volontariamente e - le confesso - che non si sta male! E ci sono andato volentieri perché purtroppo ciò che lei scrive e commenta, lo vivo quotidianamente (!).

Ciò detto, cercherò di portare al suo diario una visione diversa (da buon dissidente) da quella che frequentemente leggo da lei o dai suoi commentatori. Perchè sì, lei commenta fatti oggettivamente veri, ma ritengo che spesso ciò che si può trarre dai fatti che racconta sono riflessioni diverse e, mi permetta, talora più equlibrate e meno "monolitiche".

Arrivo al dunque. Sulle indennità dei nostri amministratori, ne so purtroppo molto e le confesso in tutta franchezza che non le ritengo né esagerate né eticamente così perverse.

Anzi, penso che le indennità (lo stipendio per chiamarlo col suo nome) siano il giusto compenso per chi amministra il bene comune e per il quale sono correlate precise responsabilità, non solo morali. Posso tranquillamente estendere il ragionamento agli amministratori locali ed a quelli statali. E a tutti i pari in ugual misura.

Qui, il problema è un altro: è lo scarto che lei, io e la gente avvertiamo - sempre più - tra ciò che la maggior parte di costoro percepiscono e ciò che sono o che possono portare alla nostra comunità o, meglio, ciò che costoro tengono per sé.

Non credo nelle "alchimie" delle regole elettorali per risolvere ed elevare il problema del livello culturale (e morale) degli amministratori, soprattutto in un bacino elettorale come il nostro.

Questa è una questione morale che ha radici ben più profonde; radici, ad esempio, che portano le persone valide a lavorare fuori Valle o che portano quelle che restano a stare ben lontane dal mondo politico.

Caro Generale, qui oltre che a demolire, purtroppo si tratta di costruire una classe politica all'altezza dei giorni nostri (e del loro stipendio) e che sappia, non le nascondo perché ne sono fiero, ripetere ciò che furono i padri dell'autonomia da Chanoux a Chabod.

Quindi, lasciamo da parte la facile demogogia sugli stipendi dei nostri amministratori e commenti sulla "giornata nazionale valdostana" (che, forse, è solo poco per chi ci ha dato la possibilità di vivere e di pensare liberamente oggi!).

Pensiamo - nel nostro piccolo - ad allevare cittadini onesti ed a partecipare con il giusto equilibrio alla vita politica locale.

Si può fare anche dalla baracca di un gulag qualsiasi.

Quindi, caro Generale, con il suo Tank spari, ma che la mira sia buona e colpisca chi e ciò che deve e salvi il resto!

10 novembre, 2005 21:05
uahlim
uahlim said...

Ma chi pretende di fare il cazzo che gli pare al di sopra della legge italiana che i cittadini italiani onesti osservano anche perche' espressione del volere del popolo italiano, cosa vuole che possa colpire? Niente, perche' si reputa superiore al popolo italiano ed alle sue leggi, popolo italiano che giustamente manda a cagare chi per motivi di sangue o di furberia tutta italica si reputa al di sopra delle sue leggi.

10 novembre, 2005 23:44

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