Versus Zhukov

La risposta al blog del Generale Zhukov Questo sito aderisce al

Monday, November 28, 2005

Anonimato e semianonimato

Fulvio Neri said...

Caro Alexandre, desidero esprimerti la mia ammirazione per aver toccato “pubblicamente” delle questioni che nessuno ha il coraggio di affrontare: mi riferisco alle “famiglie” DS ( già sentito parlare di queste nel nostro paese e ne comprendiamo il significato di tale sostantivo ) e alla candidatura del senatore nostrano A. Rollandin.
Riguardo alle famiglie, di cui hai citato i nomi ed i trascorsi politici, devo rimarcarti che hai dimenticato i capostipiti i quali sono rispettivamente Monami e figlie, nonché generi ed ex tali ( Ferraris e Ferrero ), mentre dei “Tonino” occorre ricordare Aldo già consiglierete regionale del PCI a suo tempo a cui succedette Alder e la sua cerchia ( Chenuil, Mannini, R. Nicco, Soudaz ecc… ). Ovviamente questi figuri hanno praticato la politica per se stessi e, visto che gli incarichi non sono durevoli, hanno fatto nascere all’interno dei loro entourage la "passione" per la politica ai loro discendenti, i quali hanno col tempo formato delle lobby ( capisci perché l’iniziale accenno alle famiglie non è casuale ). La logica perseguita fin qui ha avuto solo qualche incidente di percorso: le noie giudiziarie di Tonino Alder con conseguente patteggiamento della pena, dovute per tangenti o reati simili. Tale logica, ha continuato ad esistere all’interno dei DS ovvero, le monarchie devono essere ereditarie, sennò che monarchie sono? Sposando simili concezioni, pare ovvio e logico che l’alleato più naturale debba essere un altro soggetto di “sangue blu”. E chi risponde a questi requisiti se non il più “monarchico” di tutti, cioè “ l’Augusto” dei Rollandin? Poco importa se è stato condannato, se ha una fedina penale fra le più pesanti dei 23 parlamentari italiani che hanno subito condanne, se si è reso responsabile di altro non sanzionato, se non può ricoprire cariche locali.
Mi incuriosisce cosa avverrà nell’Unione dove pare che i DS siedano ancora a quel tavolo, malgrado l’ufficializzazione della candidatura di Rollandin al Senato per le elezioni politiche prossime. Cosa avverrà da parte DS, usciranno dall’Unione o proporranno di accettare la candidatura senatoriale proposta dall’UV? Quella della Camera verrà lasciata ai DS, come si vocifera? Sarà Roberto Nicco il prescelto? Qualora lo fosse, il cerchio si chiude e, ancora una volta, assisteremo al trionfo della logica descritta sopra.
Per questa ragione, caro Alexandre, apprezzo il tuo grido di protesta e mi auguro che altri, tanti, sempre più numerosi, in ogni posto della società civile valdostana facciano altrettanto.

Fulvio Neri

27 novembre, 2005 16:54
uahlim said...

Ragazzi, avete finalmente capito.
In anonimato per la polizia postale
Con nom et cognom per la pubblica opinion
Avete trovato la terza via per eludere la desinformation coniugando liberta' e responsabilita'.
Cosi' nulla da eccepire.
Bravi, cosi' il livello del blog non potra' che elevarsi.

27 novembre, 2005 22:08
Delete
Gen. Zhukov said...

Caro amico Turi, cari amici curiosi delle molotov misteriose,

Ecco quanto mi ha scritto Semen Timoshenko, capo indiscusso della mia intelligence, e dunque presunto specialista di melma, mediatica e quotidiana.
“Prima dell’episodio, un ripassino linguistico non fa male.
La spia è un individuo che si schiera da una sola parte, per passione politica o per soldi. Spesso poi, capìto il gioco, per salvare la pelle o per perversione (delirio di onnipotenza!) si mette a fare il doppio e il triplo gioco. Così prende soldi ( e qualche volta pallottole!), da tante parti.
Il provocatore non è una spia, ma un “creatore di eventi”. Costruisce situazioni, cerca di mettere nelle grane qualcuno in cambio di un occhio di riguardo verso i suoi “peccatucci”. In genere è un poveraccio, magari un po’mitomane, ma deve limitarsi un poco: se esagera con le sue identità fasulle, se scade a “pallonaro” da bar, mette in difficoltà chi lo manovra.
Ad esempio: ad Aosta, che è piccola e dove funziona il telefono, non puoi raccontare in corso Ivrea che sei fascista e in via Liconi che sei rifondarolo, perché poi la gente si incontra, si telefona, e nascono casini.
Il provocatore in genere prende soldi da tante parti, arrotonda con qualche sano ricattino, ma sopratutto conta sulla generosità dell’Istituzione per cui lavora saltuariamente, in genere un ente statale con signori in divisa. Ma non è detto sia sempre così, il privato avanza: ci sono anche agenzie di security, avvocati in cerca di clienti, politicanti analfabeti che hanno bisogno di un ghost-writer, insomma un mondo meraviglioso e sommerso!
L’addetto alle pubbliche relazioni, nello società turboconsumista attuale, è molto simile al provocatore: “crea eventi”, di solito fasulli o almeno “taroccati”, per favorire i suoi assistiti.
Persino i direttori dei giornali-gossip (un milione di copie! Paese di deficienti!) lo confessano in diretta: il 90% degli “articoli” sono combinati con gli addetti alle pubbliche relazioni.
“Tròvati per caso nella discoteca x alle 23, lì saluta Manuela Arcuri come fosse una vecchia amica, noi scattiamo tre foto furbette, domani nasce la notizia falsa di un flirt”.
L’ideale, nella “Società dello spettacolo” ( Guy Debord, edizioni Baldini & Castaldi), è avere fra le mani un fenomeno che sia mezzo e mezzo fra i generi descritti.
Questa è la ragione effettuale, non morale, per cui provocatori e spie sono numerosissimi fra i giornalisti e gli addetti stampa, scarsissimi tra i falegnami , i carrettieri e i pecorai. Queste categorie non hanno accesso al megafono mediatico.
Decidete voi se questa disquisizione teorica può servire ad inquadrare quanto accaduto.”
Così Timo, il feroce cosacco.
Episodi come quelli cui alludete, nelle loro modalità dilettantesche ed improbabili, non devono far commettere l’errore di sottovalutarne la pericolosità.
In un'altra epoca ed in un altro contesto miserabili manovali, di levatura molto simile a quella dell’oscuro ed inquietante episodio valdostano, furono protagonisti di stragi vere. Questa sembra proprio una provocazione contro il 18 Maggio, che così può occuparsi e gloriarsi di qualcosa che non sia la sua sterilità propositiva.
Dunque non facciamo facile umorismo, non spariamo sui dilettanti allo sbaraglio. Per disinnescare la pericolosità di un avvenimento, basta metterlo in burletta: vi ricordate il golpe Borghese?
Si disse che era un farsa, uno sconclusionato gruppo di pensionati, un branco di forestali da operetta.
Peccato che i congiurati il Viminale lo occuparono veramente! Controllati dai Servizi, per cui quasi tutti inconsapevolmente agivano…..
Smettiamola di credere che le spie siano sempre quelle dei film di Roger Moore, donne bellissime, sceicchi miliardari, giocatori di golf, imprenditori del jet set. Qui siamo in provincia, e tutto è in scala.
Esiste una squallida “normalità” del delatore, del doppiogiochista, della spia? Provate a leggere del professor Mimmo Franzinelli “Delatori”, Oscar Mondatori. Scoprirete che le peggiori spie erano le portinaie, quelle che vi avevano visto nascere e portavano il latte alla mamma. Secondo me ci trarrete utili insegnamenti per interpretare molti avvenimenti valdostani contemporanei.
La mettiamo in ridere? Adesso mi aspetto solo che il direttivo di Rifondazione, dove si alimentano a pane e volpe, inviti la redazione del Corsivo alle sue riunioni…..
Se invece preferite un’ interpretazione non storico- politica, ma intimista, credo che la psicoanalisi definisca l’autolesionismo del paziente (ossia un atto violento contro se stesso) come una ricerca di attenzione rivolta al mondo esterno. Insomma vedete un po’ voi!
Io comunque ho grande fiducia nella serietà degli inquirenti. Wait and see.
Dasvidanja

28 novembre, 2005 12:39
Gen. Zhukov said...

Cari amici Alex e Fulvio Neri,

Soldatini rossi, ma siamo ammattiti?
Non sono d’accordo sulla vostra scelta di firmare per esteso, anche se spero che Neri sia un nome di battaglia. La guerriglia della “New Red Army jazz band”non ha ancora la forza di uscire dalla jungla, e se accetterà il combattimento campale, la tradizionale guerra di posizione in campo aperto, verrà distrutta in un amen.
Ma vi rendete conto delle armi mediatiche dell’avversario? Del suo strapotere? I signori del Bakkanistan hanno l’Ansa, che è la vera Guardia Repubblicana dei Saddam rossoneri, la Rai, la Vallèe, mezza Gazzetta.
E da poco il Corsivo, che per farsi “perdonare” dal Presidente giustamente furioso, adesso diventerà filo- Caveri peggio di Perosillu. Caveri affonderà i colpi giudiziari?
Non credo, quando gli sarà passato il sacrosanto nervoso tornerà “totus politicus”, ed abbandonerà le smanie di giustizia, che non gli calzano molto, per tornare alla più prosaica e conosciuta convenienza della sua pancia.
Sa benissimo che dentro al Corsivo opera “in sonno”un fedelissimo servitore della Guardia Repubblicana Rossonera, che se privato del suo giocattolo segreto potrebbe fidanzarsi con Rollandin.
E poi sono governative per necessità ( e per convinzione…) tutte le concessionarie di pubblicità, Gedirama e Publimedia.
E le radio? Vi rendete conto che l’unica fonte della radio è la “comunicazione istituzionale” fornita dalla Guardia Repubblicana dell’Ansa?
Sapete come si definisce la “comunicazione istituzionale”? La réclame, la pubblicità delle istituzioni!
Ossia Comune e Regione inondano l’etere di pubblicità di se stessi, di quanto sono bravi e munifici: l’ascoltatore, povero stronzo, crede di ascoltare notizie, in realtà digerisce pappetta pubblicitaria pagata dal politico di turno e scritta dal suo addetto stampa!
Dunque cari amici la mia ira per la vostra scelta è grande: avete abboccato alle tiritere falso moraliste di chi chiede trasparenza solo ai “poareti” come la Red Army, diventando invece servile con i potenti.
Il giornalismo ufficiale valdostano chiede trasparenza ai descamisados dei blog? Buffoni spudorati, si guardino il loro mondo di percettori di soldi pubblici, facciano prima pulizia casa loro!
Con un Ordine talmente indipendente che per occuparsi del Corsivo, di cui erano da tempo noti atteggiamenti “border line”, ha atteso l’invito ( o l’autorizzazione?) del Presidente della Giunta! Che figura! Che vergogna!
Il giornalismo ufficiale valdostano non ha le carte regola per montare sul pulpito delle prediche!
Indaghi sui soci occulti dello scandalo trasporti di 10 anni or sono. Chieda al deputato Collè , così vicino all’Udc preoccupata per il destino della famiglia, cosa pensi delle unioni gay e dei Pacs.
Chieda all’editore della Vallèe quale sia l’assetto proprietario della sua impresa!
Alle sollecitazioni pelose di questa gente e del Cottolengo mentecatto che infesta il web, cari soldatini rossi, avete ingenuamente ceduto: cari ragazzi, non cascateci !
Adesso fatemi sbollire l’ira, accidenti a voi che vi manderei in Siberia, perchè Zhukov è notoriamente “storming”: se ho scelto il T4 blindato, é perchè voglio che le mie truppe si riparino dietro! Soldatini rossi , non esponetevi inutilmente!
Poi vi risponderò sul “familismo amorale” della Lache Gauche aostana. La definizione non è mia, ma è un termine sociologico.Grrrr!!!!!!
Dasvidanja

28 novembre, 2005 12:53
Anonymous said...

Caro Generale
Ho sempre cercato di capire questo volta-faccia della Gauche valdotaine verso la sinistra . L’aver abbracciato senza ritegno la causa Union l’ho sempre giudicato come un complotto delle famiglie storiche del vecchio PCI , volte a mantenere lo status quo del potere acquisito.
Il potere fa bene soprattutto a chi è alla ricerca: innanzitutto del denaro, e in secondo luogo del sentirsi appagato dal fatto di essere al centro dell’attenzione dei media.
Politici, preti e militari presenziano sempre a qualsiasi manifestazione e sono i primi ad essere inquadrati e fotografati. Quando pensiamo che il Presidente della Giunta Valdostana guadagna più del Premier Spagnolo, e gli Assessori più dei Deputati Inglesi, capirete il perché i Ns Politici sono lì solo per denaro, e per accumularne sempre di più.
Gli ideali e lo spirito di sacrificio non contano più niente. Per questo mi ero stupito di tutto questo darsi da fare per il referendum da parte dei DS, anche perché si veniva dall’articolo di Sandri sull’inutilità dello stesso.
Poi dopo il successo del referendum e il voltafaccia di Sandri, sempre pronto a cavalcare il cavallo vincente dopo che questo ha già tagliato il traguardo, ecco la verità.
I DS hanno partecipato al referendum solo per soldi. Si Spett. Generale, i DS hanno chiesto circa 1700 Euro di rimborso spese, e li vogliono prendere dai circa 11.000 raccolti nei tavoli dell’Unione. Scontrini di ristoranti, benzina, autostrada, telefoni, carta, penne biro e cancelleria varia ecc. ecc.
Cari compagni, tutti i partiti hanno affrontato delle spese , ma tutti gli altri hanno rinunciato a prenderli, i DS no! Il ns caro compagno Soudaz, che pensa che un grammo d’immagine vale più di un kg di fatti, ha messo nel conto persino le cene fatte all’Espace Popoulaire negli incontri preliminari. Sono abituati ad arraffare: sempre!
Tanto i soldi sono sempre degli altri! Di chi, a prezzo di code pazzesche, ha versato il suo piccolo contributo .
Di chi, noi compagni che non contiamo un cazzo, hanno passato una intera giornata al freddo a darsi da fare per la buona riuscita della giornata, senza neanche immaginare che mentre mangiavamo un panino veloce al bar a nostre spese, qualcuno andava al ristorante e si faceva fare pure la ricevuta fiscale.
Eppoi gl’incontri preliminari dell’Unione che si fanno in clandestinità, ma non bisogna dirlo perché se no l’Union s’incazza, e poi i colpi bassi.
Ad esempio i comunicati stampa dei Ds, che chiedono all’Union di presentare un candidato nell’Unione senza averne prima discusso negli incontri preliminari. Si dimostra così che i DS si possono permettere un Segretario che pensa che l’uccello sia meglio averlo in mano che sopra la testa.
Caro Generale,
prima di divulgare questa notizia ho fatto dieci esami di coscienza perché naturalmente ci saranno forze politiche che speculeranno su questo fatto, ma uno come me, nel quale gli scorre ancora del sangue rosso nelle vene, non riesce proprio a tacere.
La colpa di questa situazione non è mia, ma della Segreteria del partito che ha deciso questa presa di posizione e che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse ancora bisogno, che il quoziente intellettivo del Segretario e di chi ha l’ha spinto alla vittoria al Congresso (Sandri) non arriva ai trenta punti.
Dasvidanja
Cervonero

28 novembre, 2005 13:15
Fulvio Neri said...

Caro compagno Generale, sta' pure tranquillo: Fulvio Neri avrebbe potuto essere Mario Rossi, Sante Gaiardoni ed altri ancora. Abbiamo troppe primavere sulla Groppa per cascare in simili tranelli!
Il nome di battaglia serve a far proselitismo, nel senso che attira tanti Fulvii Neri a pronunciarsi, specialmente quando si toccano problemi inerenti le chiappe di molti. Lode al tuo T 34, grande tank che sconfisse la tracotanza nazista !!!
Dasvidanja a tutti
Fulvio Neri

28 novembre, 2005 16:33
Anonymous said...

Complimenti ad Alexandre Glarey. Ci volevano “cocones” per firmare con nome e cognome, vista la pesantissima aria che tira in Valle.
Con questo suo gesto, è andato a vedere quello che potrebbe essere un bluff del potere. O a verificarne di persona la ferocia. Alexandre Glarey perderà il posto? Sarà ridotto in miseria? Comincerà a sentire attorno a se’ “l’aria che cammina”, che, per essere frizzante e di montagna, è nondimeno in Valle d’Aosta mafiosa quanto quella siciliana? Oppure sopravviverà, dimostrando così che si può anche dire apertamente che non si vogliono certi personaggi in posti istituzionalmente importanti? Vedremo.
Per ora, ripeto, complimenti. Vorrei poter fare lo stesso, ma sarei sicuro di conoscere una procedura di licenziamento accelerata ove osassi tanto.
Non sono perciò d’accordo con lei, Generale. Sta bene il tank blindato, e sta bene pure l’ammonimento ai soldatini a non esporsi inutilmente al fuoco nemico: un soldato morto, sia pure da eroe, non serve più a nulla.
Ma non credo che l’Alex sia un temerario in cerca di una bella morte. Lo vedo piuttosto come qualcuno che si prepara a dire a voce alta e in pubblico quanto qui si ripete da mesi. A voce alta, peraltro, il Glarey aveva già letto pubblicamente, durante l’incontro con l’imbarazzato Lumia e di fronte a platea basita da tanto coraggio, l’elenco delle condanne di ‘U Senaturi. Insomma, aveva ormai passato il Rubicone.
Si tratta forse di un morto che cammina, in questa valle di iene e sciacalli: ma si tratta di un morto che per ora continua a camminare, a parlare e a dire cose sensate. Non mi paiono allora per nulla, né l’una né l’altra, iniziative riprovevoli. Anzi, potrebbero servire da esempio, se solo fossero imitate da qualche decina di persone: uno da solo è facile da abbattere, cinque o sei sono più coriacei, cento diventano intoccabili, persino per i signorotti locali.
La saluto, Generale, con grandissimi complimenti a lei e a Alexandre Glarey. Dopo tutto, c’è forse speranza in Valle.

28 novembre, 2005 17:42
uahlim said...

Sopravvivera' perche' se avra' rogne tutti collegheranno la cosa al suo intervento quassopra.
Se ti firmi hai l'opinione pubblica dalla tua parte se ti succede qualcosa, se non lo fai e risalgono a te sei solo e quindi fottuto.
Quindi non ha avuto solo cocones Glarey, ma anche testa.
Come Clint Eastwood a non parlare in quel film, al contrario di Tuco.
Voi siete tutti degli anonimi Tuco che ragionate al contrario, che non avete capito la forza del semianonimato.

28 novembre, 2005 18:11

0 Comments:

Post a Comment

<< Home