Versus Zhukov

La risposta al blog del Generale Zhukov Questo sito aderisce al

Monday, November 28, 2005

Anonimato e semianonimato

Fulvio Neri said...

Caro Alexandre, desidero esprimerti la mia ammirazione per aver toccato “pubblicamente” delle questioni che nessuno ha il coraggio di affrontare: mi riferisco alle “famiglie” DS ( già sentito parlare di queste nel nostro paese e ne comprendiamo il significato di tale sostantivo ) e alla candidatura del senatore nostrano A. Rollandin.
Riguardo alle famiglie, di cui hai citato i nomi ed i trascorsi politici, devo rimarcarti che hai dimenticato i capostipiti i quali sono rispettivamente Monami e figlie, nonché generi ed ex tali ( Ferraris e Ferrero ), mentre dei “Tonino” occorre ricordare Aldo già consiglierete regionale del PCI a suo tempo a cui succedette Alder e la sua cerchia ( Chenuil, Mannini, R. Nicco, Soudaz ecc… ). Ovviamente questi figuri hanno praticato la politica per se stessi e, visto che gli incarichi non sono durevoli, hanno fatto nascere all’interno dei loro entourage la "passione" per la politica ai loro discendenti, i quali hanno col tempo formato delle lobby ( capisci perché l’iniziale accenno alle famiglie non è casuale ). La logica perseguita fin qui ha avuto solo qualche incidente di percorso: le noie giudiziarie di Tonino Alder con conseguente patteggiamento della pena, dovute per tangenti o reati simili. Tale logica, ha continuato ad esistere all’interno dei DS ovvero, le monarchie devono essere ereditarie, sennò che monarchie sono? Sposando simili concezioni, pare ovvio e logico che l’alleato più naturale debba essere un altro soggetto di “sangue blu”. E chi risponde a questi requisiti se non il più “monarchico” di tutti, cioè “ l’Augusto” dei Rollandin? Poco importa se è stato condannato, se ha una fedina penale fra le più pesanti dei 23 parlamentari italiani che hanno subito condanne, se si è reso responsabile di altro non sanzionato, se non può ricoprire cariche locali.
Mi incuriosisce cosa avverrà nell’Unione dove pare che i DS siedano ancora a quel tavolo, malgrado l’ufficializzazione della candidatura di Rollandin al Senato per le elezioni politiche prossime. Cosa avverrà da parte DS, usciranno dall’Unione o proporranno di accettare la candidatura senatoriale proposta dall’UV? Quella della Camera verrà lasciata ai DS, come si vocifera? Sarà Roberto Nicco il prescelto? Qualora lo fosse, il cerchio si chiude e, ancora una volta, assisteremo al trionfo della logica descritta sopra.
Per questa ragione, caro Alexandre, apprezzo il tuo grido di protesta e mi auguro che altri, tanti, sempre più numerosi, in ogni posto della società civile valdostana facciano altrettanto.

Fulvio Neri

27 novembre, 2005 16:54
uahlim said...

Ragazzi, avete finalmente capito.
In anonimato per la polizia postale
Con nom et cognom per la pubblica opinion
Avete trovato la terza via per eludere la desinformation coniugando liberta' e responsabilita'.
Cosi' nulla da eccepire.
Bravi, cosi' il livello del blog non potra' che elevarsi.

27 novembre, 2005 22:08
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Gen. Zhukov said...

Caro amico Turi, cari amici curiosi delle molotov misteriose,

Ecco quanto mi ha scritto Semen Timoshenko, capo indiscusso della mia intelligence, e dunque presunto specialista di melma, mediatica e quotidiana.
“Prima dell’episodio, un ripassino linguistico non fa male.
La spia è un individuo che si schiera da una sola parte, per passione politica o per soldi. Spesso poi, capìto il gioco, per salvare la pelle o per perversione (delirio di onnipotenza!) si mette a fare il doppio e il triplo gioco. Così prende soldi ( e qualche volta pallottole!), da tante parti.
Il provocatore non è una spia, ma un “creatore di eventi”. Costruisce situazioni, cerca di mettere nelle grane qualcuno in cambio di un occhio di riguardo verso i suoi “peccatucci”. In genere è un poveraccio, magari un po’mitomane, ma deve limitarsi un poco: se esagera con le sue identità fasulle, se scade a “pallonaro” da bar, mette in difficoltà chi lo manovra.
Ad esempio: ad Aosta, che è piccola e dove funziona il telefono, non puoi raccontare in corso Ivrea che sei fascista e in via Liconi che sei rifondarolo, perché poi la gente si incontra, si telefona, e nascono casini.
Il provocatore in genere prende soldi da tante parti, arrotonda con qualche sano ricattino, ma sopratutto conta sulla generosità dell’Istituzione per cui lavora saltuariamente, in genere un ente statale con signori in divisa. Ma non è detto sia sempre così, il privato avanza: ci sono anche agenzie di security, avvocati in cerca di clienti, politicanti analfabeti che hanno bisogno di un ghost-writer, insomma un mondo meraviglioso e sommerso!
L’addetto alle pubbliche relazioni, nello società turboconsumista attuale, è molto simile al provocatore: “crea eventi”, di solito fasulli o almeno “taroccati”, per favorire i suoi assistiti.
Persino i direttori dei giornali-gossip (un milione di copie! Paese di deficienti!) lo confessano in diretta: il 90% degli “articoli” sono combinati con gli addetti alle pubbliche relazioni.
“Tròvati per caso nella discoteca x alle 23, lì saluta Manuela Arcuri come fosse una vecchia amica, noi scattiamo tre foto furbette, domani nasce la notizia falsa di un flirt”.
L’ideale, nella “Società dello spettacolo” ( Guy Debord, edizioni Baldini & Castaldi), è avere fra le mani un fenomeno che sia mezzo e mezzo fra i generi descritti.
Questa è la ragione effettuale, non morale, per cui provocatori e spie sono numerosissimi fra i giornalisti e gli addetti stampa, scarsissimi tra i falegnami , i carrettieri e i pecorai. Queste categorie non hanno accesso al megafono mediatico.
Decidete voi se questa disquisizione teorica può servire ad inquadrare quanto accaduto.”
Così Timo, il feroce cosacco.
Episodi come quelli cui alludete, nelle loro modalità dilettantesche ed improbabili, non devono far commettere l’errore di sottovalutarne la pericolosità.
In un'altra epoca ed in un altro contesto miserabili manovali, di levatura molto simile a quella dell’oscuro ed inquietante episodio valdostano, furono protagonisti di stragi vere. Questa sembra proprio una provocazione contro il 18 Maggio, che così può occuparsi e gloriarsi di qualcosa che non sia la sua sterilità propositiva.
Dunque non facciamo facile umorismo, non spariamo sui dilettanti allo sbaraglio. Per disinnescare la pericolosità di un avvenimento, basta metterlo in burletta: vi ricordate il golpe Borghese?
Si disse che era un farsa, uno sconclusionato gruppo di pensionati, un branco di forestali da operetta.
Peccato che i congiurati il Viminale lo occuparono veramente! Controllati dai Servizi, per cui quasi tutti inconsapevolmente agivano…..
Smettiamola di credere che le spie siano sempre quelle dei film di Roger Moore, donne bellissime, sceicchi miliardari, giocatori di golf, imprenditori del jet set. Qui siamo in provincia, e tutto è in scala.
Esiste una squallida “normalità” del delatore, del doppiogiochista, della spia? Provate a leggere del professor Mimmo Franzinelli “Delatori”, Oscar Mondatori. Scoprirete che le peggiori spie erano le portinaie, quelle che vi avevano visto nascere e portavano il latte alla mamma. Secondo me ci trarrete utili insegnamenti per interpretare molti avvenimenti valdostani contemporanei.
La mettiamo in ridere? Adesso mi aspetto solo che il direttivo di Rifondazione, dove si alimentano a pane e volpe, inviti la redazione del Corsivo alle sue riunioni…..
Se invece preferite un’ interpretazione non storico- politica, ma intimista, credo che la psicoanalisi definisca l’autolesionismo del paziente (ossia un atto violento contro se stesso) come una ricerca di attenzione rivolta al mondo esterno. Insomma vedete un po’ voi!
Io comunque ho grande fiducia nella serietà degli inquirenti. Wait and see.
Dasvidanja

28 novembre, 2005 12:39
Gen. Zhukov said...

Cari amici Alex e Fulvio Neri,

Soldatini rossi, ma siamo ammattiti?
Non sono d’accordo sulla vostra scelta di firmare per esteso, anche se spero che Neri sia un nome di battaglia. La guerriglia della “New Red Army jazz band”non ha ancora la forza di uscire dalla jungla, e se accetterà il combattimento campale, la tradizionale guerra di posizione in campo aperto, verrà distrutta in un amen.
Ma vi rendete conto delle armi mediatiche dell’avversario? Del suo strapotere? I signori del Bakkanistan hanno l’Ansa, che è la vera Guardia Repubblicana dei Saddam rossoneri, la Rai, la Vallèe, mezza Gazzetta.
E da poco il Corsivo, che per farsi “perdonare” dal Presidente giustamente furioso, adesso diventerà filo- Caveri peggio di Perosillu. Caveri affonderà i colpi giudiziari?
Non credo, quando gli sarà passato il sacrosanto nervoso tornerà “totus politicus”, ed abbandonerà le smanie di giustizia, che non gli calzano molto, per tornare alla più prosaica e conosciuta convenienza della sua pancia.
Sa benissimo che dentro al Corsivo opera “in sonno”un fedelissimo servitore della Guardia Repubblicana Rossonera, che se privato del suo giocattolo segreto potrebbe fidanzarsi con Rollandin.
E poi sono governative per necessità ( e per convinzione…) tutte le concessionarie di pubblicità, Gedirama e Publimedia.
E le radio? Vi rendete conto che l’unica fonte della radio è la “comunicazione istituzionale” fornita dalla Guardia Repubblicana dell’Ansa?
Sapete come si definisce la “comunicazione istituzionale”? La réclame, la pubblicità delle istituzioni!
Ossia Comune e Regione inondano l’etere di pubblicità di se stessi, di quanto sono bravi e munifici: l’ascoltatore, povero stronzo, crede di ascoltare notizie, in realtà digerisce pappetta pubblicitaria pagata dal politico di turno e scritta dal suo addetto stampa!
Dunque cari amici la mia ira per la vostra scelta è grande: avete abboccato alle tiritere falso moraliste di chi chiede trasparenza solo ai “poareti” come la Red Army, diventando invece servile con i potenti.
Il giornalismo ufficiale valdostano chiede trasparenza ai descamisados dei blog? Buffoni spudorati, si guardino il loro mondo di percettori di soldi pubblici, facciano prima pulizia casa loro!
Con un Ordine talmente indipendente che per occuparsi del Corsivo, di cui erano da tempo noti atteggiamenti “border line”, ha atteso l’invito ( o l’autorizzazione?) del Presidente della Giunta! Che figura! Che vergogna!
Il giornalismo ufficiale valdostano non ha le carte regola per montare sul pulpito delle prediche!
Indaghi sui soci occulti dello scandalo trasporti di 10 anni or sono. Chieda al deputato Collè , così vicino all’Udc preoccupata per il destino della famiglia, cosa pensi delle unioni gay e dei Pacs.
Chieda all’editore della Vallèe quale sia l’assetto proprietario della sua impresa!
Alle sollecitazioni pelose di questa gente e del Cottolengo mentecatto che infesta il web, cari soldatini rossi, avete ingenuamente ceduto: cari ragazzi, non cascateci !
Adesso fatemi sbollire l’ira, accidenti a voi che vi manderei in Siberia, perchè Zhukov è notoriamente “storming”: se ho scelto il T4 blindato, é perchè voglio che le mie truppe si riparino dietro! Soldatini rossi , non esponetevi inutilmente!
Poi vi risponderò sul “familismo amorale” della Lache Gauche aostana. La definizione non è mia, ma è un termine sociologico.Grrrr!!!!!!
Dasvidanja

28 novembre, 2005 12:53
Anonymous said...

Caro Generale
Ho sempre cercato di capire questo volta-faccia della Gauche valdotaine verso la sinistra . L’aver abbracciato senza ritegno la causa Union l’ho sempre giudicato come un complotto delle famiglie storiche del vecchio PCI , volte a mantenere lo status quo del potere acquisito.
Il potere fa bene soprattutto a chi è alla ricerca: innanzitutto del denaro, e in secondo luogo del sentirsi appagato dal fatto di essere al centro dell’attenzione dei media.
Politici, preti e militari presenziano sempre a qualsiasi manifestazione e sono i primi ad essere inquadrati e fotografati. Quando pensiamo che il Presidente della Giunta Valdostana guadagna più del Premier Spagnolo, e gli Assessori più dei Deputati Inglesi, capirete il perché i Ns Politici sono lì solo per denaro, e per accumularne sempre di più.
Gli ideali e lo spirito di sacrificio non contano più niente. Per questo mi ero stupito di tutto questo darsi da fare per il referendum da parte dei DS, anche perché si veniva dall’articolo di Sandri sull’inutilità dello stesso.
Poi dopo il successo del referendum e il voltafaccia di Sandri, sempre pronto a cavalcare il cavallo vincente dopo che questo ha già tagliato il traguardo, ecco la verità.
I DS hanno partecipato al referendum solo per soldi. Si Spett. Generale, i DS hanno chiesto circa 1700 Euro di rimborso spese, e li vogliono prendere dai circa 11.000 raccolti nei tavoli dell’Unione. Scontrini di ristoranti, benzina, autostrada, telefoni, carta, penne biro e cancelleria varia ecc. ecc.
Cari compagni, tutti i partiti hanno affrontato delle spese , ma tutti gli altri hanno rinunciato a prenderli, i DS no! Il ns caro compagno Soudaz, che pensa che un grammo d’immagine vale più di un kg di fatti, ha messo nel conto persino le cene fatte all’Espace Popoulaire negli incontri preliminari. Sono abituati ad arraffare: sempre!
Tanto i soldi sono sempre degli altri! Di chi, a prezzo di code pazzesche, ha versato il suo piccolo contributo .
Di chi, noi compagni che non contiamo un cazzo, hanno passato una intera giornata al freddo a darsi da fare per la buona riuscita della giornata, senza neanche immaginare che mentre mangiavamo un panino veloce al bar a nostre spese, qualcuno andava al ristorante e si faceva fare pure la ricevuta fiscale.
Eppoi gl’incontri preliminari dell’Unione che si fanno in clandestinità, ma non bisogna dirlo perché se no l’Union s’incazza, e poi i colpi bassi.
Ad esempio i comunicati stampa dei Ds, che chiedono all’Union di presentare un candidato nell’Unione senza averne prima discusso negli incontri preliminari. Si dimostra così che i DS si possono permettere un Segretario che pensa che l’uccello sia meglio averlo in mano che sopra la testa.
Caro Generale,
prima di divulgare questa notizia ho fatto dieci esami di coscienza perché naturalmente ci saranno forze politiche che speculeranno su questo fatto, ma uno come me, nel quale gli scorre ancora del sangue rosso nelle vene, non riesce proprio a tacere.
La colpa di questa situazione non è mia, ma della Segreteria del partito che ha deciso questa presa di posizione e che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse ancora bisogno, che il quoziente intellettivo del Segretario e di chi ha l’ha spinto alla vittoria al Congresso (Sandri) non arriva ai trenta punti.
Dasvidanja
Cervonero

28 novembre, 2005 13:15
Fulvio Neri said...

Caro compagno Generale, sta' pure tranquillo: Fulvio Neri avrebbe potuto essere Mario Rossi, Sante Gaiardoni ed altri ancora. Abbiamo troppe primavere sulla Groppa per cascare in simili tranelli!
Il nome di battaglia serve a far proselitismo, nel senso che attira tanti Fulvii Neri a pronunciarsi, specialmente quando si toccano problemi inerenti le chiappe di molti. Lode al tuo T 34, grande tank che sconfisse la tracotanza nazista !!!
Dasvidanja a tutti
Fulvio Neri

28 novembre, 2005 16:33
Anonymous said...

Complimenti ad Alexandre Glarey. Ci volevano “cocones” per firmare con nome e cognome, vista la pesantissima aria che tira in Valle.
Con questo suo gesto, è andato a vedere quello che potrebbe essere un bluff del potere. O a verificarne di persona la ferocia. Alexandre Glarey perderà il posto? Sarà ridotto in miseria? Comincerà a sentire attorno a se’ “l’aria che cammina”, che, per essere frizzante e di montagna, è nondimeno in Valle d’Aosta mafiosa quanto quella siciliana? Oppure sopravviverà, dimostrando così che si può anche dire apertamente che non si vogliono certi personaggi in posti istituzionalmente importanti? Vedremo.
Per ora, ripeto, complimenti. Vorrei poter fare lo stesso, ma sarei sicuro di conoscere una procedura di licenziamento accelerata ove osassi tanto.
Non sono perciò d’accordo con lei, Generale. Sta bene il tank blindato, e sta bene pure l’ammonimento ai soldatini a non esporsi inutilmente al fuoco nemico: un soldato morto, sia pure da eroe, non serve più a nulla.
Ma non credo che l’Alex sia un temerario in cerca di una bella morte. Lo vedo piuttosto come qualcuno che si prepara a dire a voce alta e in pubblico quanto qui si ripete da mesi. A voce alta, peraltro, il Glarey aveva già letto pubblicamente, durante l’incontro con l’imbarazzato Lumia e di fronte a platea basita da tanto coraggio, l’elenco delle condanne di ‘U Senaturi. Insomma, aveva ormai passato il Rubicone.
Si tratta forse di un morto che cammina, in questa valle di iene e sciacalli: ma si tratta di un morto che per ora continua a camminare, a parlare e a dire cose sensate. Non mi paiono allora per nulla, né l’una né l’altra, iniziative riprovevoli. Anzi, potrebbero servire da esempio, se solo fossero imitate da qualche decina di persone: uno da solo è facile da abbattere, cinque o sei sono più coriacei, cento diventano intoccabili, persino per i signorotti locali.
La saluto, Generale, con grandissimi complimenti a lei e a Alexandre Glarey. Dopo tutto, c’è forse speranza in Valle.

28 novembre, 2005 17:42
uahlim said...

Sopravvivera' perche' se avra' rogne tutti collegheranno la cosa al suo intervento quassopra.
Se ti firmi hai l'opinione pubblica dalla tua parte se ti succede qualcosa, se non lo fai e risalgono a te sei solo e quindi fottuto.
Quindi non ha avuto solo cocones Glarey, ma anche testa.
Come Clint Eastwood a non parlare in quel film, al contrario di Tuco.
Voi siete tutti degli anonimi Tuco che ragionate al contrario, che non avete capito la forza del semianonimato.

28 novembre, 2005 18:11

Sunday, November 27, 2005

Glarey, ottimo direi

Anonymous said...

DS-GV e legalità: c’è chi predica e c’è chi razzola…

Recentemente è venuto ad Aosta il Vice – Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, On. Giuseppe Lumia, per parlare di questione morale e di rapporti tra sistema mafioso e politica. Ad organizzare la serata la minoranza dei DS-GV, nelle persone di Luca Tonino (figlio del consigliere regionale A. Tonino), del Consigliere Comunale Ferrero (nipote dell’assessore regionale Ferraris), dell’Assessore Ferraris (zio del consigliere comunale Ferrero), del consigliere comunale Rigo e di Simona D’Agostino.
Significativamente assente la maggioranza del Partito (Sandri, Réan e soci). Assenti anche i consiglieri regionali Nicco e Fiou, entrambi in lizza per quel posto da Deputato che, in questi giorni, i DS stanno elemosinando all’UV.
Poco pubblico, molti giornalisti – che, a dire il vero, non hanno dato grande risalto all’evento – e molti esponenti dell’Arcobaleno e di Aosta Viva.
Durante la serata l’On. Lumia ha illustrato la necessità di un rinnovamento della classe politica e di un maggiore vigore nella lotta alle mafie e all’illegalità. Proprio sulla questione della legalità ha rivendicato la tradizione della Sinistra a non lasciare al solo sistema giudiziario la selezione della classe politica; precisando, però, che non intendeva fare riferimenti alla nostra situazione locale, ma piuttosto a quei casi di condanne di innocenti o di repressione giudiziaria delle lotte sociali.
Forte il suo appello affinché la politica non sia mai contigua al metodo della clientela e del non rispetto delle regole. Inquietanti, i suoi allarmi relativi all’infiltrazione della ‘Ndrangheta in Valle d’Aosta e al suo interesse per il Casinò.
L’aspetto più buffo della serata è stato il fatto che mentre Lumia indicava quei comportamenti che la Politica deve evitare, una parte dell’uditorio - la minoranza DS - annuiva preoccupata e indignata, mentre l’altra a stento tratteneva un riso amaro, motivato dalla coscienza di vivere in una regione governata con metodi clientelari e in cui la legalità viene umiliata quotidianamente.
Al momento del dibattito, è stato chiesto all’On. Lumia di esprimersi sul caso valdostano e, in particolare, sull’opportunità che i DS-GV sostengano nuovamente la candidatura del Senatore A. Rollandin, già condannato con sentenza definitiva a più di due anni di prigione per aver aiutato un’impresa amica in un appalto.
Lumia ha dichiarato che chi ha imparato a conoscerlo può immaginare quale sia il suo personale auspicio in proposito. Nel rispetto dell’autonomia del Centro-Sinistra valdostano ha quindi precisato che di “questa fatica” – parole di Lumia - si deve fare carico la Nostra comunità.
Comincio a dare l’esempio, invitando i simpatizzanti dell’Unione del Centro – Sinistra valdostano ad opporsi ad ogni ipotesi di ricandidatura comune del Senatore Augusto Rollandin.

Alexandre Glarey

P.S. per quei poveri di spirito che delirano contro l’anonimato di questo blog:
per chi ancora non se ne fosse accorto altri, assieme al sottoscritto, lottano quotidianamente e alla luce del sole per liberare la Vallée dal sistema mafioso che oggi la domina. Persone diverse per appartenenza politica, ma caratterizzate da un agire morale determinato.
Questo blog è un’arma in più (nell’arsenale della critica) per seminare il dubbio in quel gregge indistinto di sudditi, nutrito da contributi, , prebende e posti garantiti. Quando Luciano Primero e ‘U Senaturi (complimenti agli anonimi che hanno così battezzato il dinamico duo) o i loro valletti leggono questo blog un po’ di paura ce l’hanno. Sia per le verità – scientemente dimenticate o annegate in un mare di folklore dai loro media - che finalmente emergono, sia perché non sanno chi le ha svelate. Chi tra i loro “proches” ha tradito, magari perché un altro unionista paga meglio o magari perché una mattina ci si sveglia e si decide di essere diversi: onesti in una valle di corrotti.

Suerte Caro Generale, ci si vede sulla linea del fuoco.

27 novembre, 2005 11:18
uahlim said...

Alexandre Glarey
Ottimo direi

Ma non capisco perche' la sua probata correttezza ed onesta' dovrebbe essere una ragione per giustificare il comportamento diverso di altri.

La comune militanza tra militante onesto e militante disonesto non esime quest'ultimo dalle critiche, come non lo fa il valore della causa per cui combatte

Il fine insomma non giustifica mai i mezzi, specie se il fine dichiarato e' l'onesta' e la correttezza, mentre i mezzi usati sono disonesti e scorretti.

Cosi' come ovviamente una giusta causa non e' inficiata dalla correttezza dei metodi usati da chi dice di combattere per essa.

Questa in soldoni e' la questione morale che ha attanagliato i partiti della prima repubblica: e' giusta l'ingiustizia se attuata per fini giusti? Non e' mica la questione se Craxi i soldi se li teneva per se', e' la questione se fosse giusto papparli (atto in se' ingiusto ed illegale) per finanziare il partito (causa, tra mille virgolette, giusta).

27 novembre, 2005 12:49

Sunday, November 20, 2005

Lei legalmente non e' nessuno

Gen. Zhukov said...

Cari amici anonimo di Locke e anonimo ammiratore del col Formento indignato con Cottolengo,

Spero che dalla mia risposta si capisca perché ho appaiato le mie risposte proprio a voi due. Intanto citare Locke , dato il livello medio del giornalismo valdostano, è una scorrettezza imperdonabile: dove giocava la mezzala in questione? Nel Chelsea o nell’Arsenal?
Diciamo così: la partecipazione alla discussione su di un blog espone ad alcuni rischi, che sono gli stessi del processo di Biscardi, ossia che una manica di esibizionisti urlanti faccia caciara. Nel nostro caso di esibizionista tritura-coglioni ne abbiamo solo uno, ma che vale per quindici. Lo scassaminchia infatti infesta anche il forum di Caveri, cui fornisce circa il 90% degli interventi. Perchè Caveri non l’ha mai mandato a defecare sulle ortiche? Perchè si tratta di un politico, che gioca benissimo la parte del fratellone tollerante amico di tutti, e perché la presenza del mentecatto, che abbassa il livello della discussione, gli consente senza fatica di fare la figura dello scienziato, in ogni risposta, una vittoria a buon mercato.
Si chiama “la strategia dell’amica brutta”, e consiste nel passeggiare sempre in via, durante le ore canoniche, con un’amica brutta come Cita, la scimmia di Tarzan.
Dal confronto anche una smorta bellezza risulta radiosa…..
Perché né Zhukov né Caveri hanno mai denunciato per molestie il noto mentecatto? Perché il web è libertà, perché essere e cretini e maleducati non è reato (sennò mezza Italia sarebbe a San Vittore!), perché si spera sempre, ma nel caso di Cottolengo Lee è pura utopia, in una capacità di autoregolarsi.
Ma temo che nel caso di specie si tratti di una forma patologica di esibizionismo telematico.Le ho provate tutte per dissuadere il cottolengo: non sarebbe più divertente attendere Edvige Fenech, davanti ad un liceo femminile?
Vogliamo metterla in battuta? Siccome non sono giornalisti valdostani, né Caveri né Zhukov ritengono di usare il codice per risolvere problemi di educazione attinenti ad una libera discussione.
Comunque tutto nasce da una confusione, per alcuni voluta per altri no, tra blog di discussione e blog di informazione.
I secondi, detti anche “giornali on line”, sono vincolati alle regole del giornalismo. I primi no. Dunque si appellano necessariamente a codici spontanei di comportamento, quali educazione, ironia, buon gusto, tolleranza, come diceva il buon Locke, prima di essere convocato a Eriksson…
Perchè talvolta finisce in caciara? Perché gli italianuzzi non hanno l’abitudine alla libera discussione. E i valdostani?
Opinioni speculative? Per permettersele sono necessarie due condizioni: intanto avere un pensiero, magari nutrito di principi e di un po’ di cultura, non solo di interessi monetari. Poi avere la voglia di esprimerle. Infine avere il coraggio di difenderle.
Voi vedete tanti giornalisti in Valle con queste caratteristiche? Burloni!

17 novembre, 2005 11:02
Anonymous said...

Esco di nuovo dal seminato.
Credo di non aver capito il commento di tale Gandalfmago e/o Walter Maccari ad un suo precedente post del 14.02.2005. Potrebbe essere così gentile da illuminarmi? Grazie in anticipo.

http://ilbolscevicostanco.blogspot.com/2005/02/velina-rosa-numero-5.html#comments

L'anonimo del seminato

17 novembre, 2005 12:15
Gen. Zhukov said...

Cari amici Al Mansur,Libertà e Guercino,

Sulle questioni che ponete ragioneremo per i prossimi mesi, tanto esse sono importanti e di grande peso.
Vi anticipo due possibili chiavi di lettura di quanto stà accadendo al mio modesto T34. Primo:il grande numero di lettori (abbiamo superato i 35.000!) su di un blog di opinione può preoccupare, per ragioni di concorrenza, i giornali valdostani sui quali non si legge mai un’analisi decente. Io certi drammi professionali li capisco: nessun direttore valdostano è credibile, se si mette ad esprimere opinioni su argomenti estranei al calcetto e alla battaglia delle capre.
Dev’essere frustrante: uno ha il titolo roboante(“monsieur le directeur”!) ma autorevolezza zero, anzi la gente ride!
Oltre a tutto il genere “opinion maker”è faticoso, richiede studio serio, fatica e cultura. Per esprimerle, le idee bisogna averle. E per pretendere di esprimerle bisogna essere liberi da gratitudini imbarazzanti, non bisogna provenire da carriere vincolate, da “grazie ricevute”.Vi sembra il caso della Vda?
Qui mi sembra siano carenti, o manchino del tutto, entrambi i requisiti
Secondo criterio di interpretazione: il genere della satira, da Plauto in poi, si esercita verso i potenti, senza il cui appoggio in Vda non arriva ai giornali l’ossigeno della pubblicità e il carburante della legge regionale sull’editoria.
Risultato: il dettato “liberal”, secondo cui in una società democratica i giornali controllano il Potere, difendono i diritti dei cittadini e stimolano l’opposizione, qui è stato tradotto da molti poveretti con la penna in una versione valdostana per accattoni specializzati: qui la stampa controlla e martella l’opposizione, difende i diritti del Potere, stimola il sonno dei cittadini.
E per ottenere questo meraviglioso risultato, molti giornali valdostani costano pure cari, mentre l’accesso alla discussione sul Web è gratuito.
Cominciate a capire?
In realtà si tratta di un processo mondiale:l’abitudine alla discussione del mondo web riempie di contenuti il sistema democratico, ma di paura i media tradizionali, che vengono costretti a misurarsi con un pubblico già fornito di sue opinioni, già addestrato al dibattito, già smaliziato.
Cosa gli raccontate a gente così? Che il vicepresidente Cheney è di Charvensod?
Se questa fascia desiderosa di opinioni e di dibattito(democrazia interattiva, non guidata da Brusson!) aumenta anche nella società valdostana, gli attuali equilibri politico-mediatici potrebbero andare a puttane. In concreto: potrebbero diminuire tra i cittadini le anime belle disposte a pagare un euro per il Corsivo, o a credere in politica al motto dell’uomo forte,”una Valle,un partito, un fuhrer”!
Così, molte “iene dattilografe”(Maiakovsky) sono nervose, e fanno satira (o fuoco, vedremo in futuro se a petardi o anticarro) sul tank di Zhukov. Guardate che non sono afflitto da complesso di persecuzione paranoide: non è necessario immaginare (ma nemmeno escludere…) scenari complottisti con esecutori giornalisti e mandanti politici.
Magari si è trattato di un ”motu proprio”, un riflesso pavloviano di barboncini addestrati in cerca di meriti. Chissà? Vedemo e spetemo

17 novembre, 2005 13:53
Gen. Zhukov said...

Caro anonimo del seminato,

Guardi, non ci ho capito una mazza, è un delirio.La colpa è di Basaglia, che ha abolito le sbarre ai manicomi, così molti casi psichiatrici adesso girano senza assistenza, e magari giocano col computer.
Dolente di non poterla aiutare.
Ma in genere lei ,caro amico, era curioso di problemi più seri, la trovo cambiato. Resti sé stesso, per favore.

17 novembre, 2005 13:56
Anonymous said...

Chi non muore si rivede o, meglio ancora, l’erba cattiva non muore mai.
Bentornato Generale.
Se voleva fare un esperimento sulla libertà d’informazione in questa valle di lacrime, direi che le è riuscito benissimo: ha dimostrato senza dubbio alcuno che la libertà d’informazione non esiste, perché mancano i difensori della libertà. In questo senso, Le chiedo di spiegare come un cittadino qualunque possa aiutarla in questi frangenti.
Io almeno una modalità ce l’avrei in mente: auto promozione sul campo ! Ogni soldatino rosso si faccia Generale e sfidi senza paura la disinformazia rosso-nera.
Come usa, in questi casi, mi sembra opportuno dare il buon esempio. L’informazione (sic) valdostana ha recentemente riportato la notizia che il primo cittadino/suddito di Ayas ha abbandonato la propria carica per motivi personali e non per questioni politiche. L’opposizione non si dichiara convinta. Nel frattempo, il vice sindaco diventa sindaco. Fin qui le cronache ufficiali.
NESSUNO SA DIRMI QUALCOSA SU UNA GIUNTA STRAORDINARIA AD AYAS , ULTIMA (PER L’EX SINDACO), ALLARGATA, INFORMALE, E CONVOCATA DA ‘U SENATURI?
Chi risponde non rischia nessuna denuncia penale o azione civile. Vince di sicuro in dignità umana.

CV

17 novembre, 2005 18:32
Anonymous said...

una bomba bisogna metterci ad aosta ....

aosta = un posto bellissimo occupato da primitivi contadini vaccari maleducati e senza senso

18 novembre, 2005 12:43
uahlim said...

Zhukov, lei non puo' denunciare nessuno perche' lei non e' legalmente nessuno, chiaro? Perche' lei e' un figlio di madre ignotta essendo la sua identita' ignotta.
Certo, quattro fessi l'hanno denunciata e male hanno fatto, visto che lei non e' nessuno perche' Pasquino non e' nessuno e le sue sono solo pasquinate, appunto.
Finche' le sue fregnacce non saranno sottoscritte da qualcuno, saranno solo fregnacce, talmente fregnacce che neppure il suo autore rischierebbe la faccia nel firmarle. Tutto qui: e' la mancanza di un autore garante a rendere le sue fregnacce tali.
Poi vede, io sono cosi' fesso che lei non riesce neppure a replicare ai miei argomenti, se non con la censura.

21 novembre, 2005 08:20
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Sunday, November 13, 2005

48: morto che parla, 48: Zhukov che pirla

Chi aspetta come uno sciacallo che le persone muoiano per seguirne il funerale, registrare la disattenzione dei nostri politici all'evento e poi celebrarne pubblicamente i meriti ma solo una volta che sono rigorosamente defunte?
Questo lo schemino gia' seguito con Oddone, Comin e tanti altri, e chissa' Zhukov quanti coccodrilli hai gia' pronti nel cassetto da tirare fuori al momento opportuno, per celebrare i meriti della bonanima solo dopo la sua dipartita, quando non puo' dare piu' fastidio, ne' toglierti visibilita'.


sabato, novembre 12, 2005
Onore a Rico Formento, grande ufficiale italiano ed orgoglio della Valle d'Aosta


Tutta la "New Red Army jazz band" è oggi in lutto per la morte di un soldato vero, di un grande alpino e di un combattente valdostano di cui essere fieri: dopo una vita lunga, piena, intensa e drammatica ci ha lasciati il colonnello Rico Formento.
Che uomo abbiamo perso! Che quercia!
Giovanissimo volontario nel Tercio della Legione Straniera spagnola, combattè contro la Repubblica, e successivamente su vari fronti della Seconda guerra mondiale.
Per sua disgrazia dotato di lealtà e senso dell’onore fuori dal comune, questi valori dominarono sempre le sue scelte anche dopo il tragico 8 settembre, quando non ritenne di infrangere il giuramento prestato, e di cambiare schieramento.
Come migliaia di giovani e valorosi ufficiali, completamente digiuni di ogni educazione democratica, solo nella solitudine della sua coscienza dovette trovare la risposta ai suo dubbi. Con chi schierarsi? Chi rappresentava la legittimità dello Stato?
Rico scelse la parte “sbagliata”, ma questa è una facile definizione, figlia del senno di poi. In proposito Alessandro Natta scrisse nobilissime pagine in un libro sugli internati, che consiglio ai professorini della Sinistra.
Rientrato fortunosamente in Italia dalla Jugoslavia, partecipò alla lotta silenziosa che nel 1945 impedì ad una parte annessionista del movimento partigiano valdostano di consegnare la Vda alle truppe francesi, e grazie all’allarme e alla sagacia di Federico Chabod e del generale Chatrian contribuì anch’egli a sventare l’annessione, voluta da ambienti gollisti.
Riammesso in servizio venne destinato in Trentino e a Merano. La sua carriera negli amatissimi alpini proseguì tra alti e bassi, e molte amarezze originate dal suo incedere affatto diplomatico ed accomodante.
Pioniere dello sviluppo turistico di Cervinia grazie al locale “la Capanna Alpina”, gestito insieme alla moglie e primo locale valdostano di fama nazionale, era uomo di mondo e cuoco di valore, ma la parentesi frivola fu di breve durata.
Conoscitore del mondo ispanico grazie all’esperienza spagnola, mantenne delicati contatti con numerosi stati maggiori latino-americani.
Era un guerriero che non amava le parate, un uomo leale, di quelli che nella vita giurano una volta sola. Dietro l’aspetto tempestoso, favorito da un fisico imponente, nascondeva però un’anima delicata, generosa e sensibile, che rivelava solo agli amici intimi.
Benché uomo di altri tempi, ha riempito la chiesa di saint Etienne non solo di adulti, ma anche di giovani e giovanissimi, misteriosamente collegati a lui dalla freschezza dello spirito.
Al suo funerale non era presente alcuna autorità politica regionale, il che nella Vda contemporanea è indice di sicura onestà e vita irreprensibile da parte del defunto.
Addio indimenticabile Rico, grande uomo e grande ufficiale. Per rendere meno amaro il distacco, ti saluto con le parole di commiato del generale Mc Arthur:«i vecchi guerrieri non muoiono mai, al massimo svaniscono nel vento».

posted by Gen. Zhukov at 10:24
7 Comments:

*

Caro generale, mi associo silenziosamente con lei al giudizio sulle persone che, come Formento, hanno dato molto alla nostra Valle!
E ricordo che essere sempre (stati) dalla parte "giusta" non è condizione sufficiente per essere degni di merito!

By dal gulag 13, at 12 novembre, 2005 19:27
*

Cari amici del Blog e caro Generale,

desidero innanzitutto esprimere le mie condoglianze più vive ai parenti del colonnello Formento, di cui solo adesso ne apprendo il valore come uomo e come soldato, indipendentemente da che parte ha militato. Non conoscevo tale personaggio fino alla descrizione fatta dal Generale Zhukov al quale desidero esprimere la mia solidarietà per i recenti fatti riportati dalla cronaca giudiziaria locale.
Proprio di questi cari amici dovremmo indignarci, e lo dovremmo fare con forza, massicciamente, con grande presenza e con esternazioni atte a sostenere il “nostro Blog" che non può certamente essere contestato da chi per scelta ha deciso di dedicarsi all’espressione libera. Non trovo spiegazione all’azione dei “giornalisti” che hanno denunciato il presunto Generale in quanto si sono sentiti lesi nella loro dignità dalle esternazioni di questi. Ma è mai possibile che in un paese libero dove ad ogni cittadino è consentita la libera espressione si voglia zittire uno “spazio” accessibile a tutti, dove esiste un contradditorio e chiunque può “dire la sua” in merito ad un determinato fatto?
E poi, chi sono questi personaggi che vogliono impedire che avvenga un dibattito ? Chi ha denunciato il presunto generale dovrebbe favorirlo , stimolarlo, non imbavagliarlo con mezzi e metodi che evincono paure e debolezza. E la sinistra, che dice? Tace di fronte ad un tentativo di zittire un dissenso in Valle d’Aosta?
.

By Anonymous, at 13 novembre, 2005 11:59
*

Come lo sterco in una profumeria. Come un brufolo sul viso di Elle McPherson. Comne Valdir Peres nel Brasile del 1982. Come una Ferrari con gli interni leopardati.
C'e' qualcosa che stona profondamente in questo blog, in particolare in questi commenti che parlano di una persona seria. Non altrettanto si puo' dire di chi si diverte ad insozzare tutto con il suo fetore, anche la memoria di un uomo degno di tal nome.
Sto parlando di un virus di quelli brutti, bastardi, per i quali non basta un software ma e' necessario formattare tutto. Non so cosa lo spinga ad essere cosi' irritante: una mente dissociata?? una mania di protagonismo?? un coktail di tavor e whisky?? o qualcos'altro...
Internet e' il tempio della liberta' per eccellenza. Pero', proprio la liberta' implica intelligenza e garbo per non andare a pisciare ovunque. In questo caso mancano entrambi.

By Anonymous, at 13 novembre, 2005 17:54
*

O TOMA O TORTE!!!
Come proclama Etto Margueret dal suo ristorante, sotto la LUPA.
A NOI.
Perche' makke le bonanime son bonarme!!!

By uahlim, at 13 novembre, 2005 19:27
*

FROMENTO RICCO
mi ci FICCO

Questo e' mancare di garbo e dire pane al pane e vino al vino.

Qui usa chi?
Qui manca di rispetto a chi?
Chi gioca il 48 morto che parla?
Io, o Zhukov?
Chi fa parlare i morti a suo uso e consumo?

By uahlim, at 13 novembre, 2005 20:06
*

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By uahlim, at 13 novembre, 2005 20:20
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Chi aspetta come uno sciacallo che le persone muoiano per seguirne il funerale, registrare la disattenzione dei nostri politici all'evento e poi celebrarne pubblicamente i meriti ma solo una volta che sono rigorosamente defunte?
Questo lo schemino gia' seguito con Oddone, Comin e tanti altri, e chissa' Zhukov quanti coccodrilli hai gia' pronti nel cassetto da tirare fuori al momento opportuno, per celebrare i meriti della bonanima solo dopo la sua dipartita, quando non puo' dare piu' fastidio, ne' toglierti visibilita'.

By uahlim, at 13 novembre, 2005 20:29

Saturday, November 12, 2005

Onore a Rico Formento, grande ufficiale italiano ed orgoglio della Valle d'Aosta


Tutta la "New Red Army jazz band" è oggi in lutto per la morte di un soldato vero, di un grande alpino e di un combattente valdostano di cui essere fieri: dopo una vita lunga, piena, intensa e drammatica ci ha lasciati il colonnello Rico Formento.
Che uomo abbiamo perso! Che quercia!
Giovanissimo volontario nel Tercio della Legione Straniera spagnola, combattè contro la Repubblica, e successivamente su vari fronti della Seconda guerra mondiale.
Per sua disgrazia dotato di lealtà e senso dell’onore fuori dal comune, questi valori dominarono sempre le sue scelte anche dopo il tragico 8 settembre, quando non ritenne di infrangere il giuramento prestato, e di cambiare schieramento.
Come migliaia di giovani e valorosi ufficiali, completamente digiuni di ogni educazione democratica, solo nella solitudine della sua coscienza dovette trovare la risposta ai suo dubbi. Con chi schierarsi? Chi rappresentava la legittimità dello Stato?
Rico scelse la parte “sbagliata”, ma questa è una facile definizione, figlia del senno di poi. In proposito Alessandro Natta scrisse nobilissime pagine in un libro sugli internati, che consiglio ai professorini della Sinistra.
Rientrato fortunosamente in Italia dalla Jugoslavia, partecipò alla lotta silenziosa che nel 1945 impedì ad una parte annessionista del movimento partigiano valdostano di consegnare la Vda alle truppe francesi, e grazie all’allarme e alla sagacia di Federico Chabod e del generale Chatrian contribuì anch’egli a sventare l’annessione, voluta da ambienti gollisti.
Riammesso in servizio venne destinato in Trentino e a Merano. La sua carriera negli amatissimi alpini proseguì tra alti e bassi, e molte amarezze originate dal suo incedere affatto diplomatico ed accomodante.
Pioniere dello sviluppo turistico di Cervinia grazie al locale “la Capanna Alpina”, gestito insieme alla moglie e primo locale valdostano di fama nazionale, era uomo di mondo e cuoco di valore, ma la parentesi frivola fu di breve durata.
Conoscitore del mondo ispanico grazie all’esperienza spagnola, mantenne delicati contatti con numerosi stati maggiori latino-americani.
Era un guerriero che non amava le parate, un uomo leale, di quelli che nella vita giurano una volta sola. Dietro l’aspetto tempestoso, favorito da un fisico imponente, nascondeva però un’anima delicata, generosa e sensibile, che rivelava solo agli amici intimi.
Benché uomo di altri tempi, ha riempito la chiesa di saint Etienne non solo di adulti, ma anche di giovani e giovanissimi, misteriosamente collegati a lui dalla freschezza dello spirito.
Al suo funerale non era presente alcuna autorità politica regionale, il che nella Vda contemporanea è indice di sicura onestà e vita irreprensibile da parte del defunto.
Addio indimenticabile Rico, grande uomo e grande ufficiale. Per rendere meno amaro il distacco, ti saluto con le parole di commiato del generale Mc Arthur:«i vecchi guerrieri non muoiono mai, al massimo svaniscono nel vento».

posted by Gen. Zhukov at 10:24
1 Comments:

*

Rico assieme a Gian e' stato un grandissimo.
Grazie per la segnalazione.
E' una vergogna che nessun politico abbia presIed(i)uto.
Comunque al morto fa sempre piacere che ci si ricordi di lui quando muore, scriverlo prima questo articolo, no, eh?
Zhukov, Zhukov, alla fine lei e' una merda come tutti gli altri, ne' piu' ne meno, non si monti la testa.

By uahlim, at 12 novembre, 2005 14:02

Thursday, November 10, 2005

Gulag 13

dal gulag 13 said...

Caro Generale, innanzitutto mi presento come esige la buona educazione. Sono un lettore piuttosto assiduo del suo diario e spesso, di sera, dalla scrivania della mia baracca del Gulag 13, mi trovo a leggere e (ri)leggere i suoi commenti alle vicende politiche (e non) della nostra Valle. Stasera, ho deciso di rispolverare la mia vecchia lettera 22 e di scriverle le mie considerazioni sul suo ultimo e stimolante articolo.

Con l'occasione, non le nascondo che, come avrà capito, nel gulag non ci sono finito mica per caso... Ma volontariamente (!), stufo della ordinaria pochezza del mondo politico locale e nazionale (salvo qualche raro caso) e della oramai definitiva distorsione del concetto del " fare politica" non più mirata al "bene comune" ma al "potere per il potere"

Posso tranquillamente affermare che, da vero dissidente, nel gulag ci sono andato volontariamente e - le confesso - che non si sta male! E ci sono andato volentieri perché purtroppo ciò che lei scrive e commenta, lo vivo quotidianamente (!).

Ciò detto, cercherò di portare al suo diario una visione diversa (da buon dissidente) da quella che frequentemente leggo da lei o dai suoi commentatori. Perchè sì, lei commenta fatti oggettivamente veri, ma ritengo che spesso ciò che si può trarre dai fatti che racconta sono riflessioni diverse e, mi permetta, talora più equlibrate e meno "monolitiche".

Arrivo al dunque. Sulle indennità dei nostri amministratori, ne so purtroppo molto e le confesso in tutta franchezza che non le ritengo né esagerate né eticamente così perverse.

Anzi, penso che le indennità (lo stipendio per chiamarlo col suo nome) siano il giusto compenso per chi amministra il bene comune e per il quale sono correlate precise responsabilità, non solo morali. Posso tranquillamente estendere il ragionamento agli amministratori locali ed a quelli statali. E a tutti i pari in ugual misura.

Qui, il problema è un altro: è lo scarto che lei, io e la gente avvertiamo - sempre più - tra ciò che la maggior parte di costoro percepiscono e ciò che sono o che possono portare alla nostra comunità o, meglio, ciò che costoro tengono per sé.

Non credo nelle "alchimie" delle regole elettorali per risolvere ed elevare il problema del livello culturale (e morale) degli amministratori, soprattutto in un bacino elettorale come il nostro.

Questa è una questione morale che ha radici ben più profonde; radici, ad esempio, che portano le persone valide a lavorare fuori Valle o che portano quelle che restano a stare ben lontane dal mondo politico.

Caro Generale, qui oltre che a demolire, purtroppo si tratta di costruire una classe politica all'altezza dei giorni nostri (e del loro stipendio) e che sappia, non le nascondo perché ne sono fiero, ripetere ciò che furono i padri dell'autonomia da Chanoux a Chabod.

Quindi, lasciamo da parte la facile demogogia sugli stipendi dei nostri amministratori e commenti sulla "giornata nazionale valdostana" (che, forse, è solo poco per chi ci ha dato la possibilità di vivere e di pensare liberamente oggi!).

Pensiamo - nel nostro piccolo - ad allevare cittadini onesti ed a partecipare con il giusto equilibrio alla vita politica locale.

Si può fare anche dalla baracca di un gulag qualsiasi.

Quindi, caro Generale, con il suo Tank spari, ma che la mira sia buona e colpisca chi e ciò che deve e salvi il resto!

10 novembre, 2005 21:05
uahlim
uahlim said...

Ma chi pretende di fare il cazzo che gli pare al di sopra della legge italiana che i cittadini italiani onesti osservano anche perche' espressione del volere del popolo italiano, cosa vuole che possa colpire? Niente, perche' si reputa superiore al popolo italiano ed alle sue leggi, popolo italiano che giustamente manda a cagare chi per motivi di sangue o di furberia tutta italica si reputa al di sopra delle sue leggi.

10 novembre, 2005 23:44

Tuesday, November 08, 2005

Ultimo incontro

Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

Cari amici tutti (Al Mansur, Gino, Mariuolo, Pugnochiuso, Julien Sorel, Eun de nosatre, anonimi vari, valdotains francophones)

Scusate il ritardo e cominciamo a prenderla sul ridere, perchè presto verrà anche il tempo delle riflessioni serie sulla libertà di opinione e di stampa.
Per usare una metafora, come noto il mio vecchio tank, nei dintorni di Stalingrado, ha subito un attentato ad un cingolo ad opera di un gruppo di collaborazionisti della Wehrmacht.
Son truppe di colore, marmaglia collaborazionista poco addestrata, più attente alla paga del Furher che alle tecniche, al sacrificio, alla sapienza del combattimento, per cui il rugginoso T34 non è stato distrutto.
La Red Army ha già individuato la loro base: si tratta della Scuola Giornalistica Vicentina di Creazzo, una formazione di kapò che agisce sotto la protezione dei nazisti invasori al fine di privare la Resistenza del Bakkanistan del diritto alla libertà di informazione e di espressione.
I loro adepti ( che non a caso hanno adottato il motto veneto “comandi sior paròn”!) si addestrano in un segreto campo, che la Wehrmacht ha situato in quel di Brusson, a loro giudizio sito ideale per imparare l’arte della genuflessione giornalistica, che è alla base della strategia di questo gruppo guerrigliero.
Chissà come mai questa scelta eh?
Chers amis francophones: le plus doux message pour mon coeur de petit général, fut le votre : si le francais redevient aussi en Vallée d’Aoste la langue de l’eternelle liberté , des droits universels de l’homme, on se battra ensemble avec joie féroce. Les journalistes de Vichy ne gagneront pas leur pari de museler notre région. Merci pour votre générosité.
Compagneros grazie e non fatevi impressionare : purtroppo le persone per bene, quali voi siete, non sono abituate a frequentare i tribunali.
Sono orgoglioso che ai miei lettori manchi la disinvoltura dei mascalzoni, che di questi luoghi sono frequentatori abituali, magari non sempre per ragioni professionali.
Ma anche se vecchio e rincoglionito, io non sono un cagone della Lache Gauche, che si batte solo per la sua pastasciutta ( con Champagne…).
Per essere liberi e manifestare pubblicamente opinioni sarà necessario combattere?
Con umiltà, ferocia e tenacia lo faremo.
Dasvidanja.

08 novembre, 2005 11:17
Anonymous said...

E noi, caro compagno generale, che siamo piu giovani...abbiamo il dovere di combattere al suo fianco. Perchè se vogliamo almeno sperare che un giorno la Valle d'Aosta non sia piu' cio' che e' ora...dobbiamo essere noi giovani i primi a rimboccarci le maniche, a costruirci un pensiero libero nostro, a renderci conto dello schifo intorno noi, schifo che è ovunque, SIA CHIARO, non solo in politica.
Altrimenti...se non faremo nulla...perderemo ogni diritto...e sarà solo colpa nostra se, nel 2050, ci saranno i cloni degli attuali soggetti politici a dettarci legge.
Le grandi rivoluzioni sono soprattutto culturali. Mentali. Stare di fianco a chi prova ad esprimere un pensiero diverso dalla massa è il minimo che ogni cittadino libero debba fare.

Pugnochiuso per lei caro generale!

Pugnochiuso

08 novembre, 2005 12:23
Anonymous said...

Sono un non valdostano, sono stato catapultato in questa realtà per motivi affettivi
e sto per decidere di andarmene.

Tutto bello....la natura la montagna la gente .......
ma ho la nostalgia di un paese normale...
Qui sembra di essere a Cuba...la gente non prova a realizzarsi col proprio lavoro ma è tutta una corsa al contributo al trucchetto all'amicizia interessata........
e non ci sono neanche il caldo ...il mare ...le mulatte..

In bocca al lupo per tutto caro generale.

08 novembre, 2005 15:08
Anonymous said...

ono un non valdostano, sono stato catapultato in questa realtà per motivi affettivi
e sto per decidere di andarmene.

Tutto bello....la natura la montagna la gente .......
ma ho la nostalgia di un paese normale...
Qui sembra di essere a Cuba...la gente non prova a realizzarsi col proprio lavoro ma è tutta una corsa al contributo al trucchetto all'amicizia interessata........
e non ci sono neanche il caldo ...il mare ...le mulatte..

In bocca al lupo per tutto caro generale.

08 novembre, 2005 15:09
Anonymous said...

Generale,
Grazie di essere tornato e di non cedere all'offensiva montanta dalle truppe ormai disperate del traditore Vaslov.
Epperò, proprio su questo volevo chiedere delucidazioni. Tre dei quattro sicarietti sono indubbiamente facilmente manipolabili da Brusson, Jovençan o Saint-Vincent, e non desta perciò stupore la loro subita indignazione.
Più inquietante il discorso per la quarta. L'avevi bensì correttamente definita dall'"avvocato facile", ma, prima di tutto non era minimamente stata messa in causa dai tuoi scritti (era il padrone delle ferriere che faceva, giustamente, una figuraccia), poi e soprattutto mi consta sia ora impiegata dagli "arancioni". Stante, come noto, che la querela per diffamazione può essere ritirata in qualunque momento prima dell'eventuale processo, come giudichi l'atteggiamento della formazione di Louvin, che clama alto e forte la necessità di ristabilire la libertà d'espressione in Valle? Libertà solo per gli arancioni o anche per i rossi? Libertà per tutti o solo per qualcuno? "Libertà" non implica nel termine stesso che deve essere concessa a tutti?
Grazie per un'eventuale risposta e in bocca al lupo!
Berlino si avvicina...

08 novembre, 2005 15:12
Julien Sorel said...

Caro generale, bentornato.
Il cingolo claudicante (suppongo appena scalfitto dal loffio nonché modesto petardo) non intacca dunque né il motore del suo tank, né la sua salda volontà di avanzare nella desolata landa che circonda Stanligrado.
Tuttavia il suo coraggio non è comune, la sana disciplina militare (che permette di abbracciare orizzonti più larghi rispetto agli esiti dellesingole, parziali, battaglie) non è diffusa. Così il valdostano aquisito-persona perbene, si capisce da come scrive e da ciò che dice- ha trovato in lei l'interlocutore ideale per uno sfogo tristissimo, per dire ciò che il valdostano che ancora non abbia rinunciato al pensiero già sa.
E se ne andrà da qui.
Così io, Generale, seppure valdostano -o proprio perché tale- non tollero più un tale sfacelo culturale, una tale assenza di ambizioni vitalizzanti degli uomini e delle donne che in questa regione vivono.
Capisco chi se ne vuole andare, Generale -mio miglior interlocutore- lo capisco molto bene, perché sento anch'io, forte, questo doloroso bisogno.

08 novembre, 2005 18:18
uahlim
uahlim said...

Manifestare pubblicamente e' un'espressione forte, semipubblicamente direi, nel suo caso, ammesso e non concesso che lei sia Roberto Mancini.
Accusarla di nascondersi praticamente dietro l'anonimato sarebbe ingeneroso, affermare che lei e' tale, tizio o caio, formalmente inopportuno.
Ma formalmente c'e' Zhukov che scorrazza ed un privato cittadino di nome Roberto Mancini forse vessato ingiustamente.
Forse vessato ingiustamente perche' occorrerebbe capire se e' scientificamente stabilito il carattere diffimatorio di questo blog, perche' investire tempo e denaro pubblico per sequestrare il computer di un povero Cristo solo per stabilire se ha scritto veramente questo blog e poi magari scoprire che il fatto non costituisce reato? Ma lei intende rivendicare il carattere non diffamatorio di questo blog nella legalita' italiana o fare il furbo italico e stabilire che si possa diffamare se non si e' beccati? Insomma, se ne frega delle leggi italiane od intende rispettarle?
Cordialmente ed umanamente dalla parte di Roberto Mancini, ma eristicamente interessato alla prossima mossa di Zhukov.

08 novembre, 2005 19:47
Delete
Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

Di nuovo lei?

Nè il generale Zhukov nè i lettori di questo blog provano il minimo interesse per i suoi commenti.Vada a pascolare nel prato di Caveri, lei qui è un ospite sgradito.

08 novembre, 2005 22:15
Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

caro amico anonimo che chiede di Aosta-viva,

Guardi, per il momento posso solo dire che, come dimostra anche l'esperienza con Abbondio Civelli, Louvin non sempre ha la mano felice nella scelta dei suoi collaboratori giornalisti.
Ma sulla sua leale volontà di ristabilire la libertà di espressione in Valle non ho dubbi.

08 novembre, 2005 22:27
Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

caro anonimo non valdostano, caro Julien Sorel,

Non un passo indietro!Chi indietreggia lo fucilo!Vi capisco con tutto il cuore, ma dietro Stalingrado non c'è più terra. Siamo in questa merda autoritaria e mediocre grazie alla Lache Gauche, che ha passato gli ultimi 20 anni a ritirarsi.Adesso basta!Sarà dura,ci vorranno sofferenze indicibili, ma adesso devono indietreggiare gli altri,
Arriveremo a Berlino.
In piedi, combattenti!

08 novembre, 2005 22:34
uahlim
uahlim said...

Mi scuso se l'ho sopravvalutata dimenticandomi che lei antepone l'identita' di chi scrive al contenuto degli scritti per decidere se uno scritto e' di suo interesse.
E' un modo come un altro per autolimitarsi e vivere nella censura, il suo.
Ma sa, io non pongo mai limiti alle persone, invece, e non presumo mai nulla da una volta alla successiva, la gente cambia e nulla permane identico a se stesso.

Domanda a Zhukov, vicino a Mancini

Manifestare pubblicamente e' un'espressione forte, semipubblicamente direi, nel suo caso, ammesso e non concesso che lei sia Roberto Mancini.
Accusarla di nascondersi praticamente dietro l'anonimato sarebbe ingeneroso, affermare che lei e' tale, tizio o caio, formalmente inopportuno.
Ma formalmente c'e' Zhukov che scorrazza ed un privato cittadino di nome Roberto Mancini forse vessato ingiustamente.
Forse vessato ingiustamente perche' occorrerebbe capire se e' scientificamente stabilito il carattere diffimatorio di questo blog, perche' investire tempo e denaro pubblico per sequestrare il computer di un povero Cristo solo per stabilire se ha scritto veramente questo blog e poi magari scoprire che il fatto non costituisce reato? Ma lei intende rivendicare il carattere non diffamatorio di questo blog nella legalita' italiana o fare il furbo italico e stabilire che si possa diffamare se non si e' beccati? Insomma, se ne frega delle leggi italiane od intende rispettarle?
Cordialmente ed umanamente dalla parte di Roberto Mancini, ma eristicamente interessato alla prossima mossa di Zhukov.

By uahlim, at 08 novembre, 2005 19:47

Sunday, November 06, 2005

Zhukov querelato

Le reazioni, prima che oscurino il sito di Zhukov:

#

ANSA Valle d'Aosta
Data: 05/11/2005

10:57 GIORNALISTI: BLOG GENERALE ZUKHOV, SEQUESTRATO CUMPUTER
PERQUISITA ANCHE L' ABITAZIONE DI UN PUBBLICISTA VALDOSTANO

(ANSA) - AOSTA, 5 NOV - "Storie di ordinaria miseria umana. Protagonisti: politici, giornalisti, elettori distratti e accattoni attenti". Così l'anonimo 'generale Zukhov' presenta il suo blog con il quale da mesi e mesi, via Internet, lancia strali e dispensa offese a personaggi valdostani più o meno noti e in prevalenza giornalisti, editori e politici.

In seguito a numerose denunce la Polizia Postale di Aosta ha avviato un'inchiesta che ha portato, per il momento, al sequestro di un computer e alla perquisizione dell'abitazione di un pubblicista valdostano. La notizia è stata diffusa oggi dal settimanale del sabato "La Vallee Notizie". Gli uomini della PolPost vogliono accertare se gli scritti del 'Generale Zukhov' sono stati redatti emessi in rete con il computer di Roberto Mancini, già vice presidente regionale dell'Ordine dei Giornalisti e organizzatore di alcuni corsi di giornalismo e attento censore dei colleghi poco rispettosi dell'etica professionale. Il blog non è invece stato sequestrato ed è ancora in rete.

Secondo quanto riportato da La Vallee Notizie, il giornalista pubblicista si è presentato ieri dagli inquirenti "per delle dichiarazioni spontanee". Nei prossimi giorni, - scrive il settimanale "sul computer sequestrato in casa del polemista-editorialista il sostituto procuratore Stefania Cugge, che coordina l'inchiesta, disporrà una perizia informatica". (ANSA).

By Anonymous, at 05 novembre, 2005 14:26
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Solidarietà Generale

By Signora Elena, at 05 novembre, 2005 15:12
#

Spesso ci capisco ben pocoo, ma sono completamente solidale!

By Anonymous, at 05 novembre, 2005 16:49
#

Bene generale il destino è veramente prodigo con lei. Ora attraverso le sue prossime vicende che mi auguro più giornalistiche che giudiziarie 4000 o 5000 abitanti di questa regione potranno misurare direttamente il livello di libertà di opinione e vedere eventualmente all'opera la magistratura locale (nella quale credo siamo in molti ad avere stima) su un tema per tutti noi centrale e fondamentale per il futuro di questa regione. Oscurare il blog, ammesso che sia possibile sarebbe sicuramente una pagliacciata perché ne nascerebbero subito altri. Sicuramente il fiorfiore del giornalismo di questa regione approfitterà per sputare il veleno che ha accumulato. Le darà una ramanzina, spegando a tutti noi lettori che lei non può dare del venduto al Cigliegia ed al signor ANSA, del bugiardo a Berlusconi. Non può dire del più potente uomo di questa regione ciò che compare gratis a chiunque faccia una ricerca in internet "condannato in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione, 2 milioni di multa e risarcimento dei danni alla Regione per abuso d’ufficio: favorí una ditta “amica” nell’appalto per la costruzione di un compattatore di rifiuti. Dichiarato decaduto dalla Corte d’appello di Torino, in
quanto “ineleggibile”, nel 2001 si candida al senato con l’Union Valdotaine, i Ds e i Democratici.
E' no non può dire queste cose o cose simili, però non ci diranno questo, ci diranno che lei ha esagerato perchè a usato brutte parole che hanno ferito i sensibili animi di questi personaggi. Il suo stile ruvido e aggessivo è efficace e divertente, spero che lei possa continuare a raccontarci dei retroscena di questo teatrino. Solidarietà Generale.

By Al Mansur, at 05 novembre, 2005 18:45
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Solidarieta'.
La legge e' uguale per tutti, ma per alcuni e' piu' uguale che per altri.

By Anonymous, at 05 novembre, 2005 20:24
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Caro Generale,
la corporazione non ha retto.
Al pensiero che, talvolta alto talaltra-ammettiamolo-un po' meno, permeava il suo blog.
Pur sempre di pensiero, vigile, vivo e libero si trattava.
Il risultato è dei migliori, direi: il tono d'esultanza e di sollievo che permea la "notizia" dell'incursione in casa sua è eloquente. E proviene da ambienti non adusi al pensiero, tantomeno a quello libero.
Ha colto nel segno, Generale, suscitando l'anacronistica ed estenuata resistenza di una corporazione senza idee-tranne quelle elementari relative alla propria autoconservazione- la quale fa leva su leggi che non possono più governare la libertà che le idee hanno sulla rete.

Coraggio, Generale, adelante ahora!

By Julien Sorel, at 06 novembre, 2005 02:44
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Général,
bien que pas toujours d'accord avec vosopinions, nous embrassons la devise de Voltaire: "Je défendrai mes opinions jusqu'à ma mort, mais je donnerai ma vie pour que vous puissiez défendre les vôtres."

By Valdotains francophones, at 06 novembre, 2005 11:23
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dalla "Stampa" del 6 Novembre 2005

IN TRE QUERELANO PER DIFFAMAZIONE CHI SCRIVE FIRMANDOSI «GENERALE ZHUKOV»

Giornalisti in lite per un blog anonimo

Un indagato. In 9 mesi 30 mila contatti per il «diario» internet

AOSTA - Un blog divide i giornalisti. Querele per diffamazione «a mezzo blog», mesi di indagine della polizia postale, un pubblicista indagato. Computer sotto sequestro. Veleni dilanianti. Il blog è quello del sito «Il bolscevico stanco». Chi è stato accusato di diffamazione è l’anonimo che scrive firmandosi «Generale Zhukov», ufficiale sovietico che campeggia nella storia per aver vinto la battaglia di Stalingrado nella Seconda guerra mondiale, per aver liberato Varsavia e per aver conquistato Berlino. Mistero su chi sia, ma il sostituto procuratore Stefania Cugge ha indagato il pubblicista Roberto Mancini. I giornalisti che hanno denunciato il «generale» sono Cristina Porta, Luca Mercanti e Pier Maria Minuzzo. Una quarta querela è del gestore di siti internet Marco Camilli.
Il «generale» trova un fronte d’attacco contro gli spari della sua trincea nascosta dal blog in cui ha scritto pagine e pagine di cannoneggiante satira. Senza esclusioni di colpi. Raccontando episodi, entrando in particolari, fustigando politici, uomini delle istituzioni, centri di potere. E giornalisti. «Zhukov» non spara a salve, ma chi gli risponde con querela sono giornalisti. Gli altri, ammesso che abbiano letto i «diari di guerra», tacciono. Né rispondono sul blog, né denunciano.
In uno degli ultimi scritti il «generale» annunciava: «Cari lettori, dopo 9 mesi di vita, intorno al mio rugginoso T34, vi siete aggirati in trentamila...».

By Anonymous, at 06 novembre, 2005 11:50
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Generale, sono certo che i trentamila che hanno frequentato il suo blog si uniranno a me per gridare: siamo tutti generali Zukhov!

By Mariuolo, at 06 novembre, 2005 17:20
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Ci rendiamo conto che le querele al generale sono di GIORNALISTI e non di politici ?

Ci rendiamo conto che le querele partono da chi dovrebbe essere dalla parte della libertà di stampa ?

Ci rendiamo conto di che cos'è la valle d'aosta?

Caro Generale
La mia piu totale solidarietà nei suoi confronti.
Lei rimane l'ultimo avamposto di libertà nel mondo del giornalismo valdostano. Lei è "come un fiore nel cemento". E' da difendere. Da "coccolare" oserei dire se lei fosse una bella ballerina russa :-).
Generale non si fermi, non consideri questi personaggi che dimostrano solo invidia nei suoi confronti.

Lei è dalla parte della libertà di parola e, come tale, tutti noi, la difenderemo.

Canticchiando "Bandiera Rossa", alzo a lei il mio pugnochiuso.

Pugnochiuso

By Anonymous, at 06 novembre, 2005 19:37
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Il Signor Daclon è uno fatto così: presidente di un’associazione ambientalista (Pro Natura), navigando su internet trova il suo nome in calce a una manifesto ambientalista che non ha mai firmato. La "colpa" di chi lo aveva pubblicato (il sito Pacelink) sta nell'aver riprodotto fedelmente nel febbraio del 2000 - citandone la fonte - un appello per la difesa dell'ambiente, largamente circolato su Internet, che conteneva anche alcune critiche alla Nato e all'uso dell'uranio impoverito in guerra. (capirete che per un vero ambientalista è roba da vergognarsi come dei trafficanti di organi). Tale appello non conteneva alcuna frase diffamatoria nei confronti né della Nato né di alcuno. Era un appello firmato da 69 persone del mondo della cultura e del giornalismo ed era stato promosso da un gruppo di persone non appartenenti a PeaceLink. Ora a tre anni di distanza uno di questi 69 firmatari (Daclon), cita PeaceLink per danni dicendo di essere un consulente Nato e di essere stato danneggiato da quell'appello. Come giornalista - oltre che come (sentite sentite) missionario. Quindi il nostro personaggio è presidente di Pronatura, consulente Nato, Missionario, e chissà cos'altro.
PS. Siccome mi sembra interessante proprio PaceLink pubblica una piccola "guida antiquerela" che cade a fagiolo. La potete scaricare gratis all'indirizzo http://italy.peacelink.org/peacelink/articles/art_12782.html

By Al Mansur, at 06 novembre, 2005 21:34

Wednesday, November 02, 2005

Rollandiniano ora, quando unionista?

mercoledì, novembre 02, 2005
Digitale o satellitare, c'è un Daclon rossonero e filo-Union nel futuro televisivo dei valdostani?


Mi scuso del ritardo, ma devo una risposta al lettore Sherinina. A.
Senonché l'argomento da lui proposto, riguardante la prossima esperienza del digitale televisivo valdostano, è tema di importanza talmente capitale da meritare non una risposta privata, ma un intero blog.
Guardi, caro Sherinina. A., se io avessi il povero Timoshenko libero da impegni, lo manderei a marcare le mosse di Corrado Maria Daclon.
Attenzione, guardi però che non si tratta di un Carneade da sottovalutare con sufficienza: "Daclon, chi era costui?"
La Stampa dello scorso 23 Luglio, a pagina 35, si era occupata di questo pirotecnico personaggio, titolare della Scilla International di Villeneuve, "società che opera nel settore televisivo e della comunicazione editoriale".
Che cazzo vuol dire "operare in televisione"?
Allevare ballerine di coscialunga? Produrre cortometraggi? Frizionare di rosso i capelli di Biscardi?
Cos è la "comunicazione editoriale"? Tutto e niente: se le parole hanno un senso, tutto quello che si scrive, compresi i graffiti murali di "viva la patonza"!
Attenzione ai trucchi: quando si usano definizioni di frittomisto generico come questa, probabilmente vuol dire che la Scilla è solo una stanza sempre chiusa, con un fax e un vecchio computer, nata ieri su sollecitazione sapiente di qualche amico.
Una società che si occupa di televisione e risiede a Villeneuve? E cosa c’è a Villeneuve? Qualche teatro di posa? Il New actor's Studio? Cinecittà ed Arcore sono vicini? Hollywood è dietro l'angolo?
No, l'arcano è semplice: forse qualche legge nazionale richiedeva, per assegnare soldi ed incarichi, la residenza in Valle.
Così, detto e fatto, ecco nascere la Scilla, naturalmente "International", la cui sede legale è a Villeneuve!
Però la Stampa è un giornale serio, e spiega altro: "l'incarico di esplorare la possibilità della messa in onda di un canale televisivo tematico sulla montagna è stato conferito alla Scilla dall'Istituto Nazionale della Montagna, ente di ricerca della Presidenza del Consiglio dei Ministri."
Corrado Maria Daclon, professore universitario romano, presunto Verde ma in realtà agente all'Avana di Rollandin e Caveri (e dunque adesso dilaniato da problemi di identità: con chi allinearsi?) ha dichiarato: "studieremo le potenzialità di una rete televisiva interamente dedicata alla montagna, sia nell’opzione satellitare che in quella del digitale terrestre".
Temi del palinsesto? L'agricoltura e uno spazio curato dal gruppo parlamentare "amici della montagna", che guarda caso vede attivissimi sia Rollandin che Caveri. Si tratta di un'azione di lobbismo messa intelligentemente in piedi dai valdostani verso il Parlamento Italiano, da cui farsi assegnare fondi e soldi. La favola, spudorata e geniale della "montagne défavorisée" è nata in questa lobby.
Poi Rollandin non ha gradito che il gruppo Caveri-Viérin si sia impadronito della Vallée notizie, e pur essendo padrone della sede Rai, i cui giornalisti hanno abbandonato in massa Caveri (ma sono sempre in tempo a tornare indietro... Chi dice che non sono liberi? Possono sempre ritornare da Rollandin a Caveri! Ecco il vero pluralismo!), cerca nuove prospettive di forte ed egemonica presenza mediatica.
Guardi, lo dico con sincera ammirazione: il personaggio Rollandin è dotato di una lungimiranza che ridicolizza amici (non ne ha nemmeno uno!) ed avversari.
Lei conosce qualche partito valdostano che abbia una strategia mediatica? No?
Che dice in proposito la Stella Alpina? E la Gauche Valdotaine? E il Centrodestra valdostano, che pure è padrone della Rai da 5 anni?
Hanno per caso raddrizzato un poco il monopolio televisivo della Balena Rossonera? No? Ma allora sono proprio dei bischeri blindati...
Dunque è la solita menata: Rollandin corre con la Ferrari, che gli è stata regalata solo dalla sua intelligenza, gli altri coglioni arrancano col monopattino del loro analfabetismo mediatico.
E' come vedere Tyson contro un peso piuma: non c'é match!
Però l'argomento mi sfruculia, ci torneremo. Lei intanto vedrà che tra un po' Corrado Maria Daclon si paleserà in tutto il suo fulgore, satellitare o digitale...
Dasvidanja.

posted by Gen. Zhukov at 13:55
1 Comments:

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E' gia' diventato rollandiniano, fra un paio d'anni sara' unionista, si fidi.
La aspettiamo, sara' un elemento prezioso, ovviamente ora evitiamo di bruciarla, sapendo che diventera' unionista.
Sarebbe stupido farlo.

By uahlim, at 02 novembre, 2005 22:47