Versus Zhukov

La risposta al blog del Generale Zhukov Questo sito aderisce al

Wednesday, July 06, 2005

La foglia di fico d'India del blog

Gen. Zhukov said...

Caro amico del riferimento,

Ho letto l’intervista di Caveri, e con particolare attenzione il brano che lei mi segnala, ma non ci colgo particolari riferimenti.
Dico solo che, per essere un neo-presidente di Centro-Sinistra, formula che mentendo verrà venduta al resto del Paese per ingannare soprattutto Fassino, cominciamo in maniera anomala rispetto allo schieramento falsamente invocato.
Più che parole di Sinistra mi sembrano considerazioni degne di un prefetto del Regno, che dà le pagelle ai buoni e cattivi, e fa tintinnare in sottofondo le manette dei caramba.
Il blog è un fatto personale che non desidera informare, che attiene alla libera manifestazione del pensiero. Dunque non è posto sotto alcuna giurisdizione politica. E’ come Hyde park’s corner: un angolo dove chiunque può predicare il suo credo.
Se è mediamente convincente arrivano i lettori, se è Cottolengo Lee non gli scrive mai un cane nemmeno a pagarlo.
E’ solo in Valle, in Corea del Nord e in Cina che si ritiene doveroso, da parte della politica, controllare, oltre ai comportamenti, anche i pensieri dei cittadini.
Controllare anche Hyde Park’s corner. O magari Google e i motori di ricerca.
D’altra parte, perché stupirsi? Come in Korea, nel 2005 lo statuto della Balena Rossonera prevede i congressi del Partito a porte chiuse…….
Regola universale e cosmica del blog, il nick-name.
Non l’ho inventata io, l’ho ereditata, non penso che cambierà in tutto l’universo per i prossimi secoli.
Se un personaggio ha cariche pubbliche, come mi sembra il caso di Caveri, è chiaro che il nick-name è un controsenso: l’uomo pubblico vuole essere conosciuto, oppure (meglio ancora!) pilotare in maniera propagandistica la conoscenza di sé.
In questo caso il blog privato è un pochino meno privato, e può essere persino un espediente di “captatio benevolentiae”: una specie di fiction alla “Grande Fratello”, dove si cazzeggia amabilmente per pavoneggiarsi.
Un po’ come l’operazione “porte aperte” per far conoscere ai giovani il funzionamento del Consiglio. Pubblicità menzognera: chiedete a Perrin e a Perron quanto sono state “aperte e trasparenti “con loro, quelle porte………
Il giornalista Caveri si preoccupa dell’identità di Eno Raffi e Domenico Finardi, i due analisti di politica valdostana che scrivono su di un settimanale locale?
Non mi sembra che in materia si sia mai speso in una spasmodica ricerca di trasparenza. Eppure si tratta di due illustri colleghi suoi, giornalisti finanziati dal denaro pubblico che lui dispensa come amministratore. Perché in questo caso non ne deplora l’anonimato?
Dunque la trasparenza, della proprietà editoriale e dell’identità giornalistica, dev’essere regola del mondo giornalistico.
Ad esempio: nè Raffi né Finardi sono registrati presso l’Albo dell’Ordine dei giornalisti valdostani. Strano, no?
I blog invece non sono giornalismo, non sono informazione, non prendono denaro pubblico, non si propongono ai lettori: sono una strada impervia, ci arriva solo chi li cerca, chi ci vuole espressamente arrivare.
Sono solo pensierini, diari personali,”fatti privati”.
Nel caso di Cottolengo Lee, abituale frequentatore del sito di Caveri e fondatore del comitato per la libertà di Zhukov, praterie di pascolo per deficienti e casi clinici.
Qual è la differenza? Che io, essendo generale, posso scrollarmi di dosso il terrificante rompicoglioni sudista.
Caveri invece, che è tenuto per contratto a sembrare gentile con tutti ( ma non lo è nella realtà, ecco la fiction!) si deve sorbire il mentecatto sul suo blog, fingendo un’attenzione che non prova.
Insomma: ognuno si faccia i blog suoi!
Messaggio per Cottolengo: stasera cambia la bambola gonfiabile, la bruna la usi già da 6 giorni. Quanto agli psicofarmaci invece, continua con gli stessi.

06 luglio, 2005 16:22
Gen. Lee
Gen. Lee said...

Scriva tutto quello che vuole tanto il suo blog non pretende di fare informazione (parole sue), quindi non puo' denigrare nessuno, fa solo intrattenimento sul suo libero pensiero, quindi e' un'arma di latta spuntata che proprio lei ha spuntato.
La lotta? Lasciamola a chi ha le palle, qui si fa solo palestra di libero cazzeggio, pardon pensiero
Ma e' poi cosi' libero? Se cerca il consenso delle masse che tanto denigra con i mezzi adatti a convincere tali masse?

06 luglio, 2005 19:03
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Gen. Lee
Gen. Lee said...

Si e' reso conto di essere in trappola e non sa come cazzo uscirne...
E tutto questo e' bellissimo.
La foglia di fico del blog che non fa informazione fa male eh? Il fico si e' rivelato essere un fico d'India.
E' un mondo difficile ed essere smerdato da un deficiente come Cottolengo Lee le fa ancora piu' male.
Cancelli, cancelli, la gente non e' scema, se c'e' arrivato un deficiente come me ci arrivano anche gli altri.
Certo che la leggono, per leggere quanto lei e' idiota, per vedere dove si ferma.
Per ora all'idiozia di contestare come uno fa i funerali ci e' arrivato, vedremo la prossima mossa.
Con rinnovata stima il suo paziente Generale Cottolengo Lee.
Ah, il presidente della Giunta, seppur di sinistra, e' anche figura prefettizia da noi, e la legalita' e' roba anche di sinistra, ne sa qualcosa Cofferati, si informi, si informi.

06 luglio, 2005 19:10

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