Versus Zhukov

La risposta al blog del Generale Zhukov Questo sito aderisce al

Friday, June 17, 2005

Una canzone-poesia in mio onore

brain0
brain0 said...

Mi dispiace che il sig. lee sia stato censurato (questo post avrebbe avuto + senso).

E nel nome del progresso
il dibattito sia aperto,
parleranno tutti quanti,
dotti medici e sapienti.


Tutti intorno al capezzale
di un malato molto grave
anzi già qualcuno ha detto
che il malato è quasi morto.

Così giovane è peccato
che si sia così conciato
si dia quindi la parola
al rettore della scuola.

Sono a tutti molto grato
di esser stato consultato
per me il caso è lampante
costui è solo un commediante!

No, non è per contraddire
il collega professore
ma costui è un disadattato
che sia subito internato!

Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola
e fra gente importante, io che non valgo niente
forse non dovrei neanche parlare,

Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto
e perciò prima che mi possiate fermare
devo urlare, e gridare, io lo devo avvisare,
di alzarsi e scappare anche se si sente male,
che se si vuole salvare, deve subito scappare!

Al congresso sono tanti,
dotti, medici e sapienti,
per parlare, giudicare,
valutare e provvedere,
e trovare dei rimedi,
per il giovane in questione.

Questo giovane malato
so io come va curato
ha già troppo contaggiato
deve essere isolato!

Son sicuro ed ho le prove
questo è un caso molto grave
trattamento radicale
prima che finisca male!

Mi dispiace dissentire
per me il caso è elementare
il ragazzo è un immaturo
non ha fatto il militare!

Artist: Edoardo Bennato
Album: Burattino Senza Fili
Year: 1977
Title: Dotti Medici E Sapienti

11:10 PM
Gen. Zhukov
Gen. Zhukov said...

Caro Brain0,

Grazie del Bennato d’annata, e siccome lei è evidentemente un animo gentile e poetico, le spiego le regole della Casa Russia, anzi Urss.
Io non sono ( lo dice il nick-name stesso!) una dama di San Vincenzo dedita alle opere pie e al recupero dei disadattati, e nemmeno un ‘assistente sociale.
Sono un vecchio soldato rosso, un bolscevico stanco che ha smesso ieri di mangiare i bambini, e secondo Berlusca e Ettore Vierin continua ancora oggi.
In casa mia, perché un blog è una casa, voglio discutere con calma e competenza. Non impongo le mie regole alle altre case, e nel mio salotto (buono o cattivo che sia) non faccio entrare chiunque.
Sopratutto i maleducati, quelli che non chiedono permesso, e si ostinano ad entrare nel T34 con gli gli scarponi infangati.
Il povero Lee non è in possesso del Noe e del Noc ( Nulla Osta Educazione e Nulla Osta Cretino), i due permessi che, da vecchio militare, chiedo ai miei ospiti. Queste sono le regole dell’Armata Rossa, dove comando io.
Umanamente poi non mi sento in colpa, perché non respingo il generale sudista nella steppa buia, al freddo e al gelo.
Lee può sempre frequentare il sito di Caveri, che sicuramente ha tempo e voglia da dedicare alle sue profonde osservazioni. Luciano studia da Presidente della Giunta, dunque deve per forza fingere sempre interesse, per qualunque cazzata: mi sembra dunque l’interlocutore più adatto.
E poi Lee, da gentiluomo del vecchio Sud, ha anche una ricca casa sua, un sito sontuoso. Forse poco interessante, visto che è frequentato quanto il deserto del Gobi, ma la colpa non è mia…..
Dunque stia a casa sua, dove può usare le regole che vuole.
E siccome lei mi è simpatico, ancorché mi sembra confonda i rompicoglioni con i martiri della libertà, le regalo una poesia vietnamita del generale Vo Nguyen Giap, il più grande di noi combattenti rossi:

“E’ meglio tenere
la bocca chiusa
e passare da stupidi
che aprirla
e togliere ogni dubbio”.

1:21 PM
Gen. Lee
Gen. Lee said...

Calma e gesso, procediamo con ordine, come si picca lei di fare ma non fa.
Il suo blog sara' pure la sua casa, ma questo moralmente non la autorizza affatto ad aprire il cortile di casa sua ai passanti e dall'alto del suo balcone, pisciare in testa a chicchessia, perdipiu' mascherato da buffone ed impedendo di replicare a chi sta sotto, con la scusa che tanto e' carnevale, siamo tutti mascherati e che siamo tutti a casa sua, nel suo cortile, dove e' lei a fare e disfare.
O lei da piccolo era quello che imprestava il pallone ai compagni e poi lo ritirava se non poteva giocare nella squadra dei piu' forti?
Lei mi da' del maleducato, giustamente, e dal basso della mia maleducazione le ricordo per l'ennesima volta che lei e' liberissimo di fare entrare chi vuole a casa sua e sparlar male di terzi, ma chiudendo le finestre, evitando di farsi sentire da chiunque abbia la ventura di passare sotto le sue finestre, non invitato.
Ha ragione comunque a non sentirsi in colpa, ha detto bene, io sono libero, libero di frequentare salotti buoni e meno buoni, con la mia faccia e senza il timore di venir smascherato, perche' essenzialmente ho la faccia come il culo e me ne frego di
quel che pensa di me la gente.
E questa mia liberta' un poco lei mi invidia, lei che era convinto che liberta' significasse prendere in affitto una casa dando finte generalita' per pisciare sui passanti di sotto nascosto da una maschera perche' tanto si scherza e da noi e' carnevale tutto l'anno.
Come ha ragione di darmi del disadattato, non tutti si trovano a proprio agio in questa societa' valdostana di cui lei tanto
critica la classe dirigente della quale pero' ha copiato modi e furbizie.
L'union si sarebbe appropriata del mito della Resistenza? E lei, lo dico con bonomia, non ha forse fatto lo stesso attribuendo un aforisma di uno scrittore mio connazionale ad un generale amico suo? Ma cosi' diventa il Dan Brown de nos-atre ;-)
Aforisma che ovviamente si presta a chi e' tanto ossessionato dal culto della propria immagine da pensare che sia meglio star zitti. Non e' il mio caso, e' vero, sono uno scemo del villaggio rompicoglioni che le rompe le palle e le uova nel paniere,
e questo le procura tanta tanta bile.
Lei invidia il fatto che io me ne frego di quel che pensano di me gli altri, che non cerco consenso ne' pubblico, che scrivo
in internet non per lavoro ma perche' mi diverte farlo, per la discussione in se', per capire le cose, senza alcun presupposto ideologico o tesi da portare avanti a priori, non per un'immagine coordinata che dovrei dare di me. Lei invece e' incatenato al culto della sua immagine coordinata e rileggendo gli interventi che ha scritto da anonimo si e' reso conto che mai oserebbe dichiarare la sua vera identita', perche' poi passerebbe per una persona scorretta e marcia e non potrebbe piu' presentarsi davanti ai suoi conoscenti come non potrebbe neppure venire ad eventuali cene per riunire tutti i bloggers che tengono blog segnalati da 12vda.it.
Perche' la sua liberta' e' quella di rimanere rintanato nel suo T34 arruginito come i suoi modi e la sua idea di liberta'.
La disonesta' non paga e non rende liberi: neppure quella intellettuale Lei e' schiavo delle sue menzogne e delle sue scorrettezze esattamente come quelli che lei critica..

5:42 PM

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