Versus Zhukov

La risposta al blog del Generale Zhukov Questo sito aderisce al

Monday, May 30, 2005

Zhukov preso per il culo ammette di fare solo dietrologia

Interessante come ormai la platea sfotta Zhukov facendo da claque ironica ai suoi interventi...
L'anonimo osserva come qualche voce che non sia una clacque ancora esista nel forum...
Ma cosa risponde il generale a chi gli obietta che tutto sommato non sono poche le censure?
Innanzitutto restringe il campo dell'affermazione fatta da Adret e Envers, una variante della tecnica del fraintendimento per dimostrare che le bufale non ci sono (Adret e Envers parlano di bufale tra tutti gli interventi, non solo quelli di Zhukov)
Sull'accusa di censurare glissa facendo finta di non capire... (ed ora sono io che nego le buoni intenzioni a Zhukov...)
Infine ammette di fare solo fiction, di ipotizzare e di costruire teoremi rispondendo alla domanda a chi puo' giovare questa circostanza? ossia di fare dietrologia da quattro soldi.

Fa sciarade insomma, il caro Zhukov...

Ma vediamo nel dettaglio quello che sembra ormai un ridimensionamento per ammissione dello stesso Zhukov della portata dei suoi interventi:

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Caro generale Zhukov,
sono capitato per caso sul vostro blog, origliando una conversazione, nel tavolino accanto al mio, in un dehor di un bar del centro città (invaso da tutti i tipi di veicoli a motore. Non è, per caso, che le vie in questione sono pedonali?), e devo dire che i tre ‘individui’ accaldati nel denigrare quanto appare nel forum del ‘boscevico stanco’ erano tutto, fuorché amici vostri!
Mi presento: ho ventisei anni, vivo in una frazione dell’alta Valle, frequento una università toscana e sto preparando la laurea a Scienza delle Comunicazione sui linguaggi della politica dall’avvento di ‘fondotinta’ (come lo chiama lei) a oggi (un paio di lustri di vaneggiamenti). Oltre agli articoli sui maggiori quotidiani italiani, stampa-tv-radio, giocoforza devo tenere conto dei libri pubblicati sull’argomento (da Vespa a Travaglio, tanto per la scelta ‘bipartisan’ tanto decantata) e, ovviamente internet, sotto tutte le sfaccettature possibili.
Se lei, come credo, ‘naviga a stecca’ nei forum e blog italiani, si sarà accorto che zhukov e i suoi ‘aficionados’ sono un tantino… fuori dal coro. Mi spiego: al di là delle idee politiche, credo siate un po’ troppo ‘restrittivi’ nelle vostre opinioni.
Il realtà non conosco così profondamente – da quanto traspare nel vostro scambio mediatico-epistolare – la vita politica (e dei politici) de nos-atre (come voi li apostrofate) e, quindi, le scelte politiche tra quelli che mi sembra di capire siano i ‘compagni di merende’ dell’amministrazione della nostra Valle. L’unica cosa che balza agli occhi e che sia una ‘informazione’ monodirezionale, e non pochi mi sembrano gli interventi “remove by the autor”. Una cosa è certa: non la mandate a dire!
Ho letto tutti gli elaborati di zhukov e i relativi interventi.
Se interessa, lancio un elaborato sui frequentatori: l’anonimo, che a un certo punto sbotta e anonimo non è più, mi sembra molto, molto informato sulle cose valdostane; obiettivo, pacato, di ottima cultura, soprattutto politica. Bakunin dimostra di avere idee abbastanza chiare ma, credo, sia un mio coscritto (o quasi) e ogni tanto la realtà gli fa difetto (ogni tanto cade in contraddizione?). Manomano: molto documentato, dà però l’idea di fare lo ‘sborone’ di zelighiana memoria. Pallaovale: sembra intimidito dal pubblicare… al mondo le sue idee; in ogni caso penso sia molto addentro ai fatti di Casa nostra (della politica rosso-nera, intendo). Turi finto: è ancora un’incognita, almeno per me. Infine lei, caro generale Zhukov: sinceramente, mi fa un po’ paura! Ammettiamo che il 50% delle cose che scrive sia vero… dove c… viviamo!
Spesso non riesco a seguire le sue tesi, e non riesco a capire gli agganci logici tra situazioni. Per certo, vive di questo (ovvero di ‘critica’ politica, e forse di politica) perché la sensazione è che conosca a menadito tutte le situazioni interne di tutte le segreterie di tutti i partiti o movimenti politici. Poi, la prego di fare quello che ho fatto io: si legga tutto, integralmente, il suo blog, troverà un buona serie di ‘bufale’ sui vostri personalissimi ‘exit pole’ sulle elezioni comunali in Valle d’Aosta.
Poi, se mi ‘consente’, un paio di domande. Perché l’inesistente Destra (rappresentata poi da un ex missino, poi diventato socialista (si narra di un cospicuo obolo per il salto d’arco costituzionale all’epoca) e oggi nuovamente nel partito missino dovrebbe guardare al ’45 in Valle (che, credo, poco porterebbe, sia alla sua causa, sia alla risoluzione dei nostri problemi attuali) e non alle mille difficoltà contemporanee del nostro capoluogo?
Siamo certi dell’accordo Rollandin-Réan su Rigo in cambio nella ‘non belligeranza’ a Saint-Marcel? E, ‘sodomizzato’ a casa sua, a questo punto perché il veto a Rigo assessore ad Aosta?
Qual è l’elettorato di Louvin ad Aosta? Ovvero, rispondono a verità le voci che buona parte dei voti arrivano dai fedelissimi di… vipérin (è così che lo chiamate, vero?), così come è realtà che Pelanda è un fido di questa corrente e così si spiegano le tante preferenze?
Tornando alla Destra: perché il vuoto di programmi e personaggi in quest’area, che ritengo fondamentale per la democrazia, non solo in Valle? Da comunista qual è Lei, non mi mangi…
voglio dire: la democrazia esiste solo con una sana opposizione (che riduce il ‘numero’ della maggioranza), che deve vigilare, deve ‘accusare’, insomma, deve essere veramente l’ago della bilancia, anche nel campo dell’informazione (la cosa vale, ovviamente, a parti invertite).
Ultima, se ha voglia: perché, in Valle e in Italia, i ‘media’ sono così ‘proni’ al potere?, quanto di quello che leggiamo/sentiamo corrisponde a verità? Io, un’idea ce l’ho (siamo vicini allo zero), ma mi piacerebbe sentire la sua versione.
Come dice ‘anonimo’: pugno chiuso, generale.

By Adret&Envers, at 1:09 PM
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Egregio Generale,
con molto piacere ho potuto constatare che i frequentatori del suo blog cominciano a distinguersi. In particolar modo desidero riferirmi ad Adret & Envers
che ha "psicoanalizzato" tutti i frequentatori del suo salotto - chiamiamola isba che ci è più congeniale - e su questi ultimi ha emesso un giudizio: siamo restrittivi nelle nostre opinioni. Può darsi che lo siamo; ma perchè egli allora non ci allarga gli orizzonti? Riconosco che tanti anni di "cose valdostane" ci hanno, o meglio, mi hanno tolto quel po' di apertura che la cultura e l'età di un tempo mi avevano fatto acquisire; resta però la memoria storica che se usata con diligenza, credo, non conduca a rapporti dialettici sterili. Saluto comunque con un:"benvenuto a bordo" Adret&Envers nella speranza che lo psudonimo da egli scelto non celi una condotta bivalente.

By Anonymous, at 2:09 PM
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Caro Adret and Envers,

Grazie dell’attenzione, non capita tutti i giorni di riceverla da uno studente di Comunicazione politica, talmente attento alla medesima da captarla in un bar, cellula primigenia della trasmissione del pensiero valdostano ( come il pub in Irlanda, ma senza Yeats e Beckett).
Grazie anche dell’educazione, quando si entra in casa d’altri ci si presenta, non necessariamente col nome, perché questa è la consuetudine del blog, ma anche ad un ballo in maschera non stanno bene le dita nel naso.
Guardi che la realtà è molto più semplice di quanto lei non si figuri: sono un ex comunista che non intende rinnegare tutta la parte buona dell’esperienza storica del Pci valdostano ( pardon, del Pcus di Stalingrado…).
Per questo uso un linguaggio tardo-bolscevico, per esprimere concetti “liberals”. Che nella società valdostana sono eversivi come a suo tempo la Rivoluzione d’Ottobre.
Spero che almeno questo, ossia il mio falso tradizionalismo rosso, si capisca.
Non comprendo cosa intenda col termine “restrittivi”: ristretti alla Vda? Oppure ristretti come temi? Lei allude a miei “personalissimi exit polls” che sarebbero una “serie di bufale”? Strano, non ricordo di aver mai espresso pronostici sui risultati elettorali. Uno studente della sua facoltà dovrebbe sapere che gli exit polls si registrano all’uscita del seggio elettorale. Come avrei potuto coglierne l’espressione prima delle elezioni?
La Destra dovrebbe occuparsi del 1945 per dimostrare che il Fascismo e l’adesione ad esso non sono fenomeni venuti da fuori, ma che sono nati dentro la Vda, dove hanno attecchito benissimo, esattamente come nelle altre regioni. Quindi che non è mai esistita una “diversità”valdostana, se non nel campo culturale. In quello politico, profonda Italia, anzi profondo Sud….
Non siamo certi del patto Rollandin-Réan, perché i gentleman’s agreeements non vengono scritti sulla carta o stipulati dal notaio. Le associazioni politiche e quelle criminali, i Servizi Segreti e gli usurai non tengono i verbali degli accordi.
Dunque su di loro, su queste categorie, si può fare solo fiction, ossia contare storie verosimili, non esatte.
Però se salta in aria Hariri, posso dire pubblicamente che questo fa molto comodo a chi vuole assalire la Siria?
Guardi che non la mangio perchè sono il primo, in quanto uomo di Sinistra, a desiderare che il vuoto politico della Destra sia colmato in Valle. Essere “liberal”( ma si potrebbe citare anche Gobetti, forse persino Gramsci) vuol proprio dire questo: auspicare due schieramenti responsabili e capaci che si confrontino e si scontrino, senza giungere a definirsi “nemici”. D’Alema direbbe:”come in un paese normale”.
A lei sembra normale che in Valle si giudichi “nemico della patria” chi fa opposizione? Non era un concetto del Fascismo?
Perché in Vda i media sono così proni? Perché prendono i soldi della pubblicità istituzionale ( che qui è più ricca di quella commerciale) e perché accettano i finanziamenti di denaro pubblico, come il 99, 95% dei valdostani in tutti i campi.
Legga, se ha tempo, la storia del giornalismo italiano di Paolo Murialdi. Troverà che, dalla nascita del Regno in poi, era assolutamente normale che ogni direttore, compreso quello del leggendario “Corriere della Sera”, accettasse i fondi neri del ministero degli Interni. A Londra sarebbe successo il finimondo.
Qui in Valle, i fondi regionali non sono neri, ma bianchi, ossia legittimati da leggi di “aiuto all’editoria”, o di “tutela del bilinguismo”, e quindi distribuiti alla luce del sole.
Ma lei lo sa, caro amico, che qui l’Ansa fa praticamente da ufficio stampa dell’amministrazione regionale? Ossia la rèclame a chi governa la Regione? Gratis? No, in cambio di circa 406.696 euro fino al giugno 2006.
Grazie, spero che lei diventi nostro stabile interlocutore. Creda a me, meglio qui che al bar.
Ancora una precisazione: l’anonimato, caratteristica del blog, incoraggia i prudenti, che così vincono il timore atavico. Purtroppo richiama anche matti ed esibizionisti, oltrechè provocatori professionali. Dunque rimuovo spesso, perché queste tre categorie sono molto presenti nei dintorni del mio tank. Sarà il fascino dell’Urss?
Solo una curiosità: perché le faccio un poco paura?

By Gen. Zhukov, at 8:37 PM

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