Versus Zhukov

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Tuesday, May 17, 2005

Ritratto di un ritratto

La risposta ad una domanda di manomano mi consente di fare un ritratto ad un ritratto.

Ma eccovi il carteggio originale che poi commentero nei commenti:

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Caro Generale, Le segnalo un'interessante lettera di un unionista (credo) sulla Stampa di oggi (domenica 15 maggio) che compie un'interessante analisi politica della "crisi" uv. Ne sa di più?

By manomano, at 7:27 PM
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Caro manomano,

Intanto bentornato, anche lei è una presenza che onora questo luogo di discussione. Dunque Claudio Magnabosco, autore della lettera che lei attentamente mi segnala, fu fondatore nel 1965-1966, insieme a Marco Pasi, della Giovane Italia, organizzazione giovanile del Msi in Vda. Pasi seguitò coerentemente la sua strada, che in periodo sessantottino richiedeva grande dignità e coraggio. Magnabosco invece capì che il nazionalismo xenofobo, se da italiano diventava valdostano, poteva aprire le porte dell’Uv , della fama e della ricchezza, a patto di mascherarlo da federalismo, termine che all’epoca nessuno conosceva.
Detto fatto Magnabosco, all’ombra di Bruno Salvatori, intessè una vertiginosa rete di contatti internazionali con tutte le organizzazioni micronazionaliste e separatiste presenti in Europa. Eta compresa? Eta compresa, il cui fondatore Krutwig Sagredo si nascose per mesi dal franchismo in una ospitale casa di Excenex, offerta dall’organizzazione Harpitania, che era la variante cosiddetta di “sinistra” del micronazionalismo etnico.
Una volta eletto presidente del Consiglio l’unionista Francesco Stevenin, detto Francois la Gaffe, gli incarichi regionali di Claudio Magnabosco divennero delicati ed importanti, ma la sua dichiarata idiosincrasia per la compilazione accurata dei rimborsi-spese ne determinò la disgrazia. A livello ideologico i suoi contatti furono preziosi per la nascita della corrente degli Ethnistes, da cui si sono generate tutte le schegge indipendentiste che regolarmente appaiono in Vda.
Che dire altro? Il personaggio analizza sicuramente un mondo che conosce perfettamente, e dice cose intelligenti. Ogni grande partito, se vuole superare il 30% dei consensi, deve avere un ala pragmatica ( che si interessa solo di appalti e consigli d’amministrazione) e un’ala ideologica, che si interessa solo di cultura e di idee. In Vda l’Uv è arrivata al 50% dei voti perché queste due componenti erano entrambe presenti e funzionanti, insieme alla graziosa disponibilità dello Stato Italiano a fornire fondi illimitati …….in cambio della prospettiva di essere sputtanato dai beneficiari di tanta grazia di Dio.
Cosa succederà adesso? Se prevarrà l’ala ideologica, il rischio è che il circolo 18 Maggio, concepito giustamente come pensatoio, imbocchi una deriva nostalgica, tornando all’indietro nel tempo. Fatte le debite proporzioni, è quanto stà succedendo dentro l’Islam : l’Occidente ci ha colonizzati perché abbiamo abbandonato la purezza del Corano, torniamo al passato e tutto sarà risolto come per incanto.
Ecco perché i richiami a Chanoux e al suo pensiero possono diventare pericolosi se meramente letterali, perché nel frattempo la società valdostana non è più quella da lui analizzata .
Spero le sia chiaro che anch’io, nel momento in cui gioco col nick –name di Zhukov, sono un falso nostalgico del passato. Non voglio rinnegare niente, errori compresi, ma il pensiero per rinnovare la Sinistra non passa certo da nostalgie sovietiche.
Come lavora l’ala pragmatica dell’ UV è sotto gli occhi: diritti dei cittadini niente, alternanza tra maggioranza ed opposizione ciccia, culto della personalità a manetta da parte dei sudditi, chi critica i ladri è servo dello Stato italiano e nemico della petite patrie, soldi per tutti e non rompete i marroni con la legalità: insomma l’immortale mondo dell’ “a Fra’ che te serve?”

By Gen. Zhukov, at 2:16 PM

2 Comments:

At 10:07 AM, Blogger uahlim said...

La risposta ad una richiesta su un commento sfocia in un ritratto non richiesto che poi no risponde neppure alla domanda Magnabosco e' unionista o no.
Commentando il commento lo ripropongo senza le affermazioni arbitrarie su intenzioni presunte cosi' care a Zhukov:

Caro manomano,

Intanto bentornato, anche lei è una presenza che onora questo luogo di discussione. Dunque Claudio Magnabosco, autore della lettera che lei attentamente mi segnala, fu fondatore nel 1965-1966, insieme a Marco Pasi, della Giovane Italia, organizzazione giovanile del Msi in Vda. Pasi seguitò la sua strada. Magnabosco invece no.
Detto fatto Magnabosco, all’ombra di Bruno Salvatori, intessè una vertiginosa rete di contatti internazionali con tutte le organizzazioni micronazionaliste e separatiste presenti in Europa. Eta compresa? Eta compresa, il cui fondatore Krutwig Sagredo si nascose per mesi dal franchismo in una ospitale casa di Excenex, offerta dall’organizzazione Harpitania, che era la variante cosiddetta di “sinistra” del micronazionalismo etnico.
Una volta eletto presidente del Consiglio l’unionista Francesco Stevenin, gli incarichi regionali di Claudio Magnabosco divennero delicati ed importanti, ma la sua dichiarata idiosincrasia per la compilazione accurata dei rimborsi-spese ne determinò la disgrazia. A livello ideologico i suoi contatti furono preziosi per la nascita della corrente degli Ethnistes, da cui si sono generate tutte le schegge indipendentiste che regolarmente appaiono in Vda.
Che dire altro? Il personaggio analizza sicuramente un mondo che conosce perfettamente, e dice cose intelligenti.

 
At 10:15 AM, Blogger uahlim said...

Ed ora evidenziamo la contraddizione esistente nelle insinuazioni di Zhukov. Da un lato Zhukov afferma che l'intenzione di Magnabosco sia fare soldi con l'union valdotaine senza ne' dignita' ne' coraggio:

Pasi seguitò coerentemente la sua strada, che in periodo sessantottino richiedeva grande dignità e coraggio. Magnabosco invece capì che il nazionalismo xenofobo, se da italiano diventava valdostano, poteva aprire le porte dell’Uv , della fama e della ricchezza, a patto di mascherarlo da federalismo, termine che all’epoca nessuno conosceva.


Ma dall'altra poi lo stesso Magnabosco non farebbe carriera perche' poco incline a farsi pagare rimborsi spese fittizi (un reato che ha inguaiato Maccari e quindi indirettamente Lavoyer e Dino Vierin):

Una volta eletto presidente del Consiglio l’unionista Francesco Stevenin, detto Francois la Gaffe, gli incarichi regionali di Claudio Magnabosco divennero delicati ed importanti, ma la sua dichiarata idiosincrasia per la compilazione accurata dei rimborsi-spese ne determinò la disgrazia.

 

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