Versus Zhukov

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Thursday, April 14, 2005

Il trionfo di Zhukov

Oggi giornata campale per il generale, dopo un po' di rodaggio con anonimo il capolavoro con i sottoposti impertinenti, vediamo questo interessante bollettino di guerra:

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Generale,
Ci stupiamo del tuo stupore. Timo ha ben ragione di trattarti da par tuo, cosa che non ci permettiamo di fare, ma di cui avremmo gran voglia. Come pensare che un congresso UV sia altro che mercimonio e estorsione? Suvvia...
Noi, che abbiamo partecipato a tante di queste kermesses regional-popolari, siamo anzi in grado di darti qualche informazione supplementare, sull’ultimo congresso e sui precedenti. Ché non abbiamo avuto bisogno di travestirci da mucche di legno e perciò siamo stati in grado, oltreché di ascoltare, di vedere.
Cominciamo con il quadro generale.
Iddu ha studiato bene, quasi fosse un odiato trotzkista, le dinamiche proprie alle assemblee (in un congresso UV ci sono da 450 a 600 delegati).
Perciò, questo è il modus operandi, ricordandosi che da almeno vent’anni queste assemblee si tengono nel salone Monte Bianco del Centro congressi di Saint-Vincent.
Durante la fase preparatoria, si influenzano al massimo le sezioni nella scelta dei loro delegati. Se la sezione è già maggioritariamente in mano a picciotti scelti, si fissa la data delle elezioni dei delegati a sorpresa, possibilmente in un giorno festivo. Solo coloro che sanno si presentano, e i prescelti sono quelli indicati da the boss of all the bosses. Se invece la sezione è incerta, un uomo fidato sarà incaricato di cercare un accordo, nel nome dell’unità dell’Union, bene sacro e inviolabile almeno fino a quando serve gli interessi finanziari di Iddu e dei suoi bracci destri e sinistri, da Jean Queue al Tremonti della Coumba Freida.
Di fatto, quindi, molto spesso l’assemblea del Congresso è già “blindata” prima ancora di iniziare. Alcune telefonate in cui – ci torneremo – NON si promettono favori, ma si GARANTISCONO eventuali punizioni, completano il quadro preparatorio.
Il giorno di inizio, alcune delle sezioni “sicure” presentano una mozione, in cui si chiede a Iddu stesso, o a colui da lui unto, di “prendere in mano” le sorti del movimento, per il bene di o’ paese, che altrimenti rischierebbe grosso.
Amante dei trionfi spettacolari, Iddu non si ferma però qui. Nella sala, le cinque fila posteriori sono tenute da giovani sostenitori. Il loro QI è normalmente inferiore a quello di un orango, e, proprio per questo, dopo essersi ben caricati con qualche bianchetto, sono pronti a scattare in applausi scroscianti - che, fatto fondamentale, “SCENDERANNO” sulla platea antistante - al segno dato dal kapo’ di turno, che da qualche edizione a questa parte è sempre Jean Baroque, l’uomo dal sacchetto compra-voti.
Altri fedeli sono disposti strategicamente agli angoli della sala e a nuclei nel suo centro. Quando perciò il segnale è dato dalle fila retrostanti, codesti si mettono insieme ad applaudire. L’effetto è di dare la sensazione che TUTTA la sala stia applaudendo, il che convince anche i meno entusiasti ad accodarsi.
Altro elementoi fondamentale è Iddu stesso, che, sempre seduto al banco di presidenza, scruta con i suoi occhi porcini la sala, alla ricerca di eventuali dissidenti e comunque sempre alla ricerca di un effetto intimidatorio. In chiaro, Lui ti vede... E’ Iddu stesso, d’altronde, che da’ spesso il la all’applauso. Per esempio, in uno dei suoi numerosi numeri da voltagabbana, Lucianino sempre Bambino, dopo aver chiesto l’espulsione definitiva di Iddu dal movimento (1993), si presentò alla tribuna e, con voce rotta dall’emozione, annunciò che lui, come si sapeva, era sempre stato con ‘Gueste (opposto, nell’occasione, a Francisco La Gaffe). La sala rimase di pietra fino al momento in cui Iddu cominciò ad applaudire lentamente, accompagnando il movimento delle mani con un cenno soddisfatto del capo: il Bambino era tornato schiavo, e aveva offerto il suo omaggio pubblicamente. Un po’ come i cani che si rotolano sulla schiena per indicare sottomissione. SOLO ALLORA la sala seguì nell’applauso.
E’ invece vero che da quando ci sono due correnti nell’Union, il discorso si è ulteriormente imbarbarito. Perché anche la corrente B, quella di Dingo Vipérin (correttore Microsoft docet), conosce la musica, essendo stata per decenni dalla parte dell’orchestra. Per cui si deve pensare a tutte le fasi suindicate come sdoppiate, con una tendenza della corrente A, più forte, a privilegiare la minaccia, l’estorsione, la mafia “dura”, insomma, e di quella B a insistere più sulla corruzione, le blandizie, l’appello al sentimento.
Arriviamo perciò allo scontro Zublena-Vallet.
La corrente B, grazie a un lavoro a tappeto di preparazione durato più di un mese, riesce a superare quella A, sfruttando anche la misoginia tradizionale dell’Union e il lavoro criminale del parrucchiere della Manuela, senz’altro più aduso a pettinare pappagalli – quale, peraltro, la suddetta di fatto era ed è – che ad acconciare teste umane.
Ma non riesce ad ottenere il quorum. Qui, la corrente A dimostra la sua maggiore esperienza, dovuta anche a contatti con fior di camorristi, dovutamente documentati in tempo debito (leggi i viaggi a San Giorgio Morgeto, dove aveva e probabilemente ha ancora luogo parte della compravendita dei voti precedente a ogni elezione valdostana: nella bella Calabria ci sono meno possibilità di farsi videoregistrare dalle forze dell’ordine, che sono ivi, diciamo così, più distratte): sfruttando un momento di smarrimento nella corrente B, ottiene che la votazione, e la votazione sola, sia ripetuta dopo qualche tempo.
Nell’intervallo, Iddu mette in moto tutte le sue energie, con una violenza di cui lui solo è capace, decuplicata dall’affronto subito per essere arrivato secondo. Non biglie di vetro, non tappi di aranciata, non lenticchie hanno cambiato mano, Generale. E nemmeno soldi, in realtà.
Per capire comme lo mafious sia riuscito nell’impresa di ribaltare il risultato senza spendere nulla, occorre fare un passo indietro. Perdonate la lunghezza dello scritto, cari lettori e caro Generale, ma l’argomento lo richiede.
Dicevamo, dunque, del passato: ricordate PARVAL? Ricordate che Iddu ne era socio occulto, cosa che ammise senza batter ciglio? Ricordate anche che la solerte Corte d’Appello di Torino lasciò andare il processo in prescrizione (che coincidenza... ma i magistrati sempre di specchiata onestà sono, ah!, come quelli che nel 1998 riammisero alle elezioni Iddu stesso...), disgustando così i PM di Aosta dal continuare le indagini sul medesimo filone?
Orbene, vi pare possibile che un bulimico, meticoloso, volitivo aspiradanari come Iddu si sia limitato a UNA società, tra le mille beneficiate da mamma Regione? Non vi pare più verisimile che Iddu sia in realtà ancora socio occulto di decine e decine di imprese valdostane? Se sì, continuate a leggere, altrimenti cominciate a scrivere la vostra lettera a Gesù bambino per il prossimo Natale.
Queste società hanno degli impiegati. Assunti come? Su raccomandazione di Iddu... E, guarda caso, si tratta spesso di figli, nipoti, parenti vari di personaggi che gravitavano intorno alla nuova UV, o di questi personaggi stessi. In chiaro, se the boss of all the bosses vi chiamasse e vi dicesse di votare nella seconda votazione Manuela, a pena, se sopreso a così non fare, di ritrovarvi con la piccirridda licenziata, voi, cosa fareste?
Già, ma come fa a sapere Iddu come ho votato: questa è la domanda, nevvero?
Cominciamo allora con il dire che una minaccia è spesso accettata face value. Molti, cioé, si spaventano abbastanza per obbedire comunque, a “evitare grane”.
Ma vi è di più: i membri della corrente B chiesero, e ottennero, di CONTROLLARE la stanza delle votazioni, per bonificarla da eventuali microtelecamere (il che, in se’, la dice lunga sul clima interno al fenomeno mafioso unionista). NON ottennero, però, di poter perquisire i votanti per evitare l’uso dei videofonini.
Ecco perché, e concludiamo, consideriamo l’immagine della cassaforte riempita di quisquiglie un errore. Era sì riempita, ma di fruste, coltelli, armi da fuoco. Questo, l’omaggio dell’amico di Brusson.
E questo il lato comico dell’intervista di Pastoret: che lui, com’è andata, e le ragioni del mancato “sussulto morale”, le conosce bene.
Per rispondere infine a uno dei precedenti interventi, qui sta tutta la posta della campagna di Louvin: far sì che la parte di voti non direttamente controllati o pagati ritorni in libertà, e non si accodi al vincitore dato per “INELUTTABILE”.
In parte, Iddu governa questa Valle perché tutti pensano che la governi. Il numero di suffragi “sicuri” è in realtà abbastanza basso, ancorché gli permetta, per esempio, di far eleggere il genio di Perloz in consiglio regionale, superando così Caligola che si era fermato a un cavallo e non aveva osato spingersi fino a un asino.
Gli altri seguono, perché si è diffusa la convinzione, sapientemente alimentata, che “comunque, vince lui”. Che una volta sola il meccanismo si inceppi, e la rivolta seguirà. Ed è per questo che Iddu sta dando il massimo per evitare che questo scenario si realizzi.
A coloro che si preoccupassero peraltro della sorte di Iddu e dei suoi seguaci che gli si sono rivoltati contro in caso la massa decidesse di far pulizia diciamo di non inquietarsi. Fonti sicure dell’Abwehr ci dicono che, a 5/6% di tangente sui lavori pubblici regionali per vent’anni, il cui importo complessivo oscillava tra i 150 e i 250 milioni di euro annui, somme ingenti sono state accumulate, in grado di assicurare una tranquilla vecchiaia anche alla quarta generazione dei discendenti di questa massa, ma sì, diciamolo, di sporchi ladri.

Werwölfe

By Anonymous, at 1:52 PM
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Mi sembra che il resoconto di Werwölfe sia stato molto chiaro.
Alla luce di questo, torniamo ai summenzionati interrogativi.
Atteso che l'Union è forte tradizionalmente nei paesi ma non ad Aosta, quale può essere il grado di influenza delle prossime elezioni di Iddu ad Aosta?
Vero, la compagine di San Giorgio Morgeto è numerosa, ma il resto?
Orami iniziano ad essere tanti anche gli extra-comunitari; la mossa di Louvin in quella direzione può avere riscontri positivi?
Grazie.
F

By Anonymous, at 3:35 PM
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caro Zhuk,
l'analisi di Werwolfe è più che mai lucida e vorrei soffermarmi su un punto: il potere di Guste. Nei suoi feudi ormai lo chiamano Dio o lo bon Dieu e sembra che nulla si muova senza di lui.. come dice werw il suo potere sembra immenso, si racconta sia socio occulto di ogni società... Forse sto enfatizzando troppo, ma nei suoi feudi della bassa Valle, dove la corrente di Viérin è minoritaria, sembra sia il dominatore, l'Innominato, il punto di partenza e di arrivo di ogni decisione... Fra camarades dell'union non mancano le critiche, ma pochi si spingono a criticare Lui apertamente. Eppure, come ho detto in passato, s'intravedono segni di cedimento. Il fatto che l'asino di Perloz non abbia preso così tanti voti, il fatto che Lucianino bocia di condominio abbia preso 3000 voti in più di quanto lui stesso prevedeva e, piccolo aneddoto di elezioni comunali anche per sorridere, il fatto che a Brusson (dove Grangiacomo e Girardino si sono uniti perché unti dal bon Dieu) il giorno delle elezioni un gruppo di persone abbia organizzato un bus verso la Liguria per una sana mangiata di pesce...
E poi i luogotenenti vari si scaldano: vai a vedere che il bon Dieu e Vipérin si sono accordati? Come mai il secondo non ha sostenuto con più evidenza Louvin?
Qualcuno dice che la rinuncia di Jeanette a passare con Louvin sia un segno dell'intesa.
Si mormora che l'accordo è imminente, forse in ballo c'è presidenza Deval o altro, ma le sirene del partito lo stanno già cantando da un po'.
Ultima cosa generale: ce la farà la lista dell'aiutante di campo Robert Gauchini a entrare in consiglio? Le faccia i nostri auguri.

By bakunin, at 9:40 AM
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caro Werwolfe,

Scusi il ritardo, dovuto al cingolo del T34.
Confesso che lei delinea un quadro impressionante pure per me, che pure ho vissuto il periodo staliniano.
Scusi una domanda: tante informazioni così dettagliate su fatti così edificanti, non varrebbe la pena fossero conosciute da appositi uffici, all'uopo creati dallo Stato italiano, e che si chiamano Procure della Repubblica?
Persino noi in Urss avevamo il Soviet Supremo, ma si inceppava spesso....
In Valle (pardon, nella steppa..)mi sembra invece che questi uffici funzionino bene. Sopratutto che siano abitati da qual particolare tipo di felini che tanto piacevano all'ex presidente cinese,il compianto compagno Deng Siao Ping. Il quale, quando gli chiesero che tipo di gatto preferisse, rispose: " non è importante che il gatto sia bianco o nero. L'importante è che prenda i topi...".
Grande saggio, il vecchio compagno Deng!

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Qui il Gen. Zhukov inchioda l'impertinente Werwolfe al muro, lo inchioda. Ammette la sua beata ignoranza su certi fatti in oggetto di natura penale e tralascia di commentare i dettagli aneddotici del funzionamento della claque. Invita quindi Werwolfe a denunciare quello che sa alle autorita' competenti.
Ora, se sentiremo di notizie di indagini sapremo che Werwolfe e' credibile ma che comunque ha dovuto avere l'imboccata dal Generale per trovare il coraggio di parlare, sara' sempre quello che ha tanto aspettato a parlare, un omertoso pentito.
Se non succedera' nulla sara' un semplice quacquaraccua', uno sborone che voleva pisciare piu' lungo, che voleva rubare il palco al Generale ma che e' stato opportunamento ridimensionato. Interessante gli altri commenti favorevoli a Werwolfe e subito raggelati poi da questa risposta.

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